«A chi lascio i figli?»  Famiglie spiazzate   e istituti nel caos
La conferenza stampa del presidente Fontana ieri mattina a palazzo Muzio (Foto by gianatti)

«A chi lascio i figli?»

Famiglie spiazzate

e istituti nel caos

Tutti costretti a organizzarsi in poche ore. Lezioni in presenza se i genitori fanno “lavori essenziali”. Problemi alle elementari, dove la Dad non si fa da mesi

Famiglie sull’orlo di una crisi di nervi. Costrette a organizzarsi nel giro di pochissime ore, cercando qualcuno che possa prendersi cura del proprio figlio tra le mura di casa, mentre mamma e papà vanno al lavoro. Con le scuole chiuse, scoppia il caos: «Ma a chi lascio mio figlio, che devo andare a lavorare?». «Non posso lasciare la mia bambina con i nonni: non hanno ancora potuto fare il vaccino, perché gli hanno scritto che le vaccinazioni sono in ritardo».

Ha travolto i genitori l’ennesimo cambio di scena per il pianeta scuola, arrivato intorno alle 13 con l’ordinanza 714 firmata dal presidente del Pirellone Attilio Fontana, che ha disposto per tutto il territorio regionale la zona arancione rinforzato e la chiusura, da oggi sino a domenica 14 marzo, fatta eccezione per gli asili nido, di tutte le scuole: dall’infanzia alle superiori.

A pioggia una serie di problemi, non di facile soluzione, con un effetto domino devastante.

Problema numero uno, per l’appunto: i bimbi da tre anni sino a quelli della primaria, ma anche di prima media, con genitori al lavoro.

Problema numero due: le scuole, costrette ad un tour di force di comunicazioni per avvisare le famiglie della chiusure e per mettere in piedi in meno di 24 ore anche per primaria e infanzia i collegamenti a distanza, mai sperimentati quest’anno.

Categorie essenziali

E a cascata, problema numero tre: lavoratori, rientranti nelle cosiddette categorie essenziali che hanno chiesto di poter mandare lo stesso il proprio figlio a scuola, come si era previsto in un precedente Dpcm di novembre. Dai medici agli operatori sanitari, dagli insegnanti stessi – la maggior parte andrà comunque oggi a scuola a fare lezione anche se a distanza - alle forze dell’ordine. Quesito sollevato dai presidi durante la conferenza dei servizi straordinaria convocata ieri pomeriggio dall’Ufficio scolastico territoriale. La risposta ieri in serata: «deve essere garantita la frequenza in presenza per gli studenti figli di personale sanitario o di altre categorie le cui prestazioni siano ritenute indispensabili per i bisogni essenziali della popolazione» .

Le deroghe

Stando al provvedimento regionale, come peraltro è successo anche per le precedenti chiusure delle scuole, le lezioni in presenza sono possibili per chi deve fare attività di laboratorio alle superiori, oltre che per alunni con bisogni educativi speciali (Bes) o con certificazione, ad esempio di dislessia, dall’infanzia alle superiori.

Da quel che si è capito per oggi e domani le scuole si organizzeranno come riusciranno, comunque nel rispetto dell’ordinanza. Ma non è detto che la Ddi parta da subito, soprattutto per la primaria.

Più laboriosa l’organizzazione negli istituti comprensivi, fatte salve le scuole medie che in Ddi quest’anno sono andate per tre settimane circa lo scorso autunno: «Dal punto di vista didattico di problemi non ce ne sono, ma non è semplice in così poco tempo rimettere in piedi un impianto organizzativo soprattutto per scuola dell’infanzia e primaria – rimarca Ombretta Meago, dirigente del comprensivo “Sondrio Centro” -. Stiamo facendo il possibile, avvisando le famiglie, convocando i docenti, che saranno comunque tutti in presenza in tutte le scuole. Ce la faremo anche questa volta, ma non si può andare avanti così». Intanto, proprio domani, al policampus di Sondrio prenderà il via la campagna vaccinale per il personale docente e non docente della scuola, in cui però l’attività in presenza è sospesa.


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