«A “C’è una Valle” si parla di sviluppo e scelte etiche»
Prodotti e manufatti a chilometro zero e con metodi di produzione e materie prime a basso impatto

«A “C’è una Valle” si parla di sviluppo e scelte etiche»

Gli organizzatori raccontano la giornata di sabato a Morbegno per un mondo eco-equo-bio-sostenibile

A Morbegno torna la manifestazione più sostenibile dell’anno: sabato piazza San Giovanni e i suoi dintorni ospiteranno la sesta edizione di “C’è una Valle”. Oltre alla novità dell’ubicazione in cui si svolge, il centro cittadino, quest’anno l’iniziativa è inserita all’interno del progetto “Mani in pasta, piedi per terra, menti aperte”, finanziato dal bando Volontariato 2018, che intende generare, rafforzare e diffondere le buone pratiche sostenibili.

Morbegno quindi sarà palcoscenico della manifestazione in cui lo sviluppo sostenibile, l’ambiente e il consumo consapevole saranno le linee guida seguite dagli organizzatori dell’evento, cioè l’associazione “C’è una valle Aps”, come spiegano il presidente Fabio Bevilacqua e Villiam Vaninetti, presidente Wwf Valtellina e Valchiavenna e capofila del progetto Mani in pasta. «Quest’anno ritorniamo all’aperto, dopo la sperimentazione non del tutto soddisfacente del polo, sperando nel meteo. Con “Mani in pasta” abbiamo coinvolto le scuole dell’obbligo, poi ci saranno gli espositori storici affiancati da interessanti new entry del mondo eco-equo-bio-sostenibile.

In questa edizione molto risalto avranno le attività artistico culturali, per tentare di evidenziare messaggi comprensibili per chi, anche casualmente, si trovasse a transitare in piazza San Giovanni, Marconi e viuzze del centro. Abbiamo messo in campo una collaborazione con il gruppo della Serr (Settimana europea per il riciclo dei rifiuti) del mandamento e ripreso il tema della edizione 2018 sui rifiuti pericolosi».

Qual è il segreto dell’iniziativa?

L’oggetto sociale di “C’è Una Valle” è molto ampio come la sua base, costituita da una trentina di soggetti con provenienze diverse: persone fisiche, organizzazioni di volontariato, piccoli produttori agricoli, negozi bio, zerowaste (prodotti sfusi con vuoti a rendere), cooperative sociali, comunità di recupero, associazioni di promozione sociale, associazioni che si occupano del il benessere della persona, sindacati, associazioni sportive. La responsabilità che ciascuno avverte verso la nostra casa comune, le relazioni che sono nate per far emergere quanto di meglio possiamo costruire sono il vero collante della manifestazione. È la festa di questi mondi che si incontrano e si raccontano in una grande manifestazione aperta a tutti.

Morbegno è una buona piazza per l’iniziativa?

Sì lo è, perché una parte importante del gruppo di lavoro proviene da qui e questo rende più semplice organizzare il nostro grande evento in città. Morbegno sta un po’ in mezzo, anche se contiamo associazioni e produttori che provengono da tutta la Valtellina e l’obiettivo è allargare sempre più la nostra rete.

E proprio la cittadina del Bitto è a un passo dalle elezioni comunali: cosa vorreste vedere realizzato a Morbegno “C’è una Valle” nel prossimo futuro?

Alle amministrazioni va il nostro ringraziamento per il supporto nell’organizzazione e nella promozione dell’iniziativa, mentre a quella che verrà chiediamo di essere inclusiva e di coinvolgere il più possibile il tessuto associativo locale, anche nella parte di costruzione dei programmi e delle liste. Poi ci sono dei punti che ci piacerebbe si toccassero: la colonia fluviale, uno spazio utilizzato da molti che meriterebbe di essere sistemato con interventi di riqualificazione, anche con il supporto delle associazioni, famiglie, pro loco, gruppi che vivono questo polmone verde attrezzato. C’è poi il parco della Bosca, per il quale ci vorrebbe una ripresa del Plis dopo cinque anni di abbandono, ci vorrebbe un’ampia iniziativa politico-ecologica per coinvolgere le amministrazioni vicine per mettere a sistema le aree verdi superstiti. Poi puntare sulla raccolta rifiuti, magari con il passaggio al sistema della tariffa puntuale con distribuzione ai cittadini di sacchi microchippati come si sta facendo a Chiavenna. Servirebbe introdurre prodotti locali nelle mense comunali, così come l’inserimento graduale fra i prodotti utilizzati da uffici e dipendenti degli acquisti verdi a basso impatto ecologico, mentre attualmente il Comune di Morbegno è fermo alla carta riciclata o poco più. Sarà poi indispensabile l’educazione dei cittadini con l’aiuto di una Consulta delle associazioni capace di rapportarsi con il mondo della scuola, per predisporre alcuni progetti pilota sul tema.


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