Valeria, a 17 anni ha una sua scuola dove insegna robotica e coding

Alessandrina, studia informatica e gira il mondo insegnando a costruire autonomi: un genio!

Ha 17 anni, un’impresa tutta sua con 10 insegnanti che collaborano con lei, tutti con hanno meno di 30 anni. La sua impresa è una scuola i cui studenti si chiamano dreamers, cioè sognatori.

Ma chi è questa persona? E cosa fa? È Valeria Cagnina, abita ad Alessandria, è un’innamorata di robot che ha costruito per la prima volta a 11 anni. Cosa fa? Gira le scuole di tutto il mondo a insegnare ai bambini e ai ragazzi come si costruisce un robot.

Perché lo fa? «Perché nella nostra vita esistono già i robot e saranno sempre di più - dice - ed è importante che tutti noi sappiamo come funzionano».

Valeria, sii sincera, tu sei un genio?

Un genio? Ma vah! Sono una persona normale, solo che ho tantissima voglia di fare quello che mi piace. Nulla è impossibile, basta volerlo e lavorare sodo.

Sì, ok, ma come fai ad avere una scuola tua a 17 anni, dai...

Ho creato la mia scuola perché a 11 anni ho costruito da sola, guardando youtube, il mio primo robot. Lo volevo spiegare anche agli altri. Ora coi bambini lo chiamo Esploratore. Lavoro nelle scuole, e non solo lì. Per adesso le fatture delle mie attività e dei kit per costruire un robot le fa mia mamma perché io non ho ancora 18 anni, ma appena li compirò farò una società con un altro ragazzo, che si chiama Francesco. Da tre anni giriamo l’Italia e l’Europa facendo incontri di robotica e coding.

I tuoi genitori sono già nel campo della robotica?

No, si occupano di impianti frigoriferi industriali.

Come fai a lavorare e studiare?

Vado a scuola come tutti quelli della mia età, solo che faccio tante assenze, ma ho buona memoria e riesco a mantenere la media del 9. Sono in IV perito informatico ad Alessandria. Dopo le superiori vorrei fare ingegneria informatica a Milano e poi non so, magari un percorso all’estero. Sono già stata a Boston al Mit a costruire un robot che doveva andare in giro per la città.

Al Mit di Boston? Come hai fatto a farti invitare?

Ho mandato mail ai diversi dipartimenti, finchè uno mi ha preso. Sono molto determinata, alla fine mi hanno chiamato per fare un robotino che potesse andare in giro e leggere i cartelli stradali, fermarsi agli incroci e fare cose diverse, dovevo costruirlo, programmarlo e rendere accessibili i tutorial per crearlo ai ragazzi delle superiori.

E ce l’hai fatta...

Certo.

Qual è il tuo modo di insegnare?

Ho scoperto a Boston che si può imparare divertendosi e giocare imparando, e che imparare non deve essere una cosa noiosa. Ho voluto replicare questa cosa in Italia. La mia scuola è sulla piattaforma Sofia del Ministero dell’istruzione

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