Fake news velocissime
Se mal gestite diventano pericolose

Le false informazioni si propagano sei volte più in fretta di quelle vere

Le notizie false, le fake news, quanto riescono a influire su di noi? Quanto rimangono vere ai nostri occhi? Quanto possono essere dannose?

Le bufale digitali sono all’ordine del giorno e sono delle brutte bestie: pericolose sia per chi le dice e le condivide, convinto siano vere, sia per chi, in casi più brutti e che superano l’ingenuità dei distratti, ne è protagonista. La parola ferisce più della spada e spesso questa parola è alimentata dalle “voci”: cioè le fake news sottovalutate spesso sono alla base di bullismo o cyberbullismo. Le ricerche del Massachusetts Institute of Technology, condotte con twitter, che ha concesso l’uso dei suoi archivi dal 2006 al 20017 - e che hanno analizzato 126mila tweet condivisi oltre 4.5 milioni di volte da 3 milioni di persone - mostrano una realtà disarmante.

Le notizie false sono molto più condivise e molto più veloci nel diffondersi delle vere: se le notizie false si sono diffuse sempre sei volte più velocemente delle sfidanti, e hanno raggiunto senza fatica oltre 100mila persone, le notizie vere hanno fatto fatica a essere conosciute da mille persone. Queste notizie fanno più scalpore quando parlano di politica, terrorismo, finanza, scienze o truffe. Gli argomenti trattati coinvolgono molto la nostra componente emotiva e sono allettanti per chi vuol apparire una persona informata, poiché sono fatte per sembrare il più attuali possibile. Il dato più eclatante, che risulta da queste ricerche, è che la loro impressionante diffusione è causata dalle persone che, colpite dalla “notizia fresca”, si gettano a capofitto nella sua condivisione senza accertarsi della sua effettività, magari perché questa colpisce nel profondo, o perché stiamo diventando schiavi dell’immagine che vogliamo avere sui social. Le notizie false suscitano sorpresa o disgusto, le vere risposte “generalmente caratterizzate da tristezza e fiducia”. Andrea Pallotta, 18 anni, studente di informatica, spiega che conseguenze può avere una fake. «Le fake news, per quanto create ad opera d’arte, sono quasi sempre riconoscibili; spesso le si riconosce dell’argomento a volte troppo viscerale, pensato per ottenere più click, o da incongruenze nell’articolo stesso, o anche da dati decisamente esagerati. Bisogna leggere con attenzione, capire e fare confronti con la realtà per riconoscere una fake news da una real news irreale. Una volta stavo per cascarci, era un articolo scritto molto bene che riportava anche dei fotomontaggi decisamente ben fatti, però, resomi conto dell’assurdità, fin troppo esagerata, mi sono informato su altri giornali e ho scoperto la truffa. Non ho mai condiviso fake news perché, prima di condividere una qualsiasi news, cerco altri riscontri online o dai telegiornali. Credo che l’argomento più trattato nelle fake news sia la politica perché attira di più l’attenzione.

Nella mia scuola giravano voci e foto riguardo una ragazza poi scoperte false o ritraenti una persona che le assomigliava; questa ha avuto la reputazione rovinata e anche oggi alcuni quando la vedono ridacchiano».

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