I cani nei canili soffrono
Ecco cosa e come succede

Studio associa i comportamenti ripetitivi rilevati alla possibilità di malattie mentali. Ma potrebbe essere una reazione allo stress del rimanere chiusi

I cani chiusi in canile mettono in atto comportamenti ripetitivi e ossessivi che spesso sono associati alle malattie mentali. Lo rileva uno studio condotto dall’istituto di antrozoologia dell’università di Bristol su 30 pastori tedeschi in forze alla polizia inglese.

I ricercatori hanno piazzato delle telecamere nel canile che ospita i cani poliziotto al termine del turno, scoprendo che 28 animali su 30 mostravano comportamenti ripetitivi. Tra questi, saltare sulle pareti o sul posto, con due o quattro zampe, girare in cerchio facendo perno sulle zampe posteriori, camminare lungo il perimetro del recinto, andare avanti e indietro seguendo una linea immaginaria.

Stando allo studio, pubblicato sulla rivista Physiology & Behavior, tali comportamenti associabili a disturbi mentali non indicano necessariamente una compromissione del benessere dei cani. In diversi casi, infatti, gli animali non avevano un alto livello di cortisolo, un ormone dello stress. Per i ricercatori è quindi ipotizzabile che alcuni cani usino i gesti ripetitivi come un meccanismo di “coping”, un modo cioè per affrontare lo stress derivante dall’essere chiusi in canile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA