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«Il "tappo" sulla Super,
così la Valle finisce male»

VERCEIA - Mario Saligari (Foto by dardo rigamonti)

VERCEIA «Ho visto colonne di auto inaccettabili: continuiamo a perdere punti. Va bene parlare di trafori, ma prima risolviamo i guai di questi giorni». Mario Saligari, presidente dell'Associazione degli albergatori della Valchiavenna, appare preoccupato per i disagi che hanno caratterizzato la viabilità sulla strada 36 dello Spluga. Sei mesi fa, dopo la frana di Varenna, dagli operatori del settore turistico della Valchiavenna era arrivato un vero e proprio grido d'allarme, con la richiesta di interventi capaci di risolvere i problemi. «Ho verificato di persona la situazione e devo dire di essere estremamente preoccupato per quanto ho osservato - spiega l'albergatore di Verceia -. Fino a questo weekend, a causa delle condizioni meteorologiche tutto sommato negative, erano salite in Valtellina e Valchiavenna poche persone. Da sabato la situazione è cambiata. Prima è arrivato il momento dei proprietari di seconde case, poi quello di chi preferisce uscite di un giorno. Per tutti questi turisti c'è stata una situazione di estrema sofferenza sulla 36: praticamente c'era la coda da Milano a Colico». Di fronte alle colonne di auto gli albergatori tornano a esprimere le proprie perplessità.
«C'è stato un notevole impegno da parte delle forze dell'ordine, che hanno cercato di fare tutto il possibile per gestire il deflusso del traffico - aggiunge -. Ma purtroppo non basta la buona volontà della polizia. Come comparto turistico continuiamo a perdere punti».
Saligari chiude con una proposta. «Serve una maggiore attenzione nei confronti delle difficoltà attuali, dei problemi di questi giorni che riguardano l'unica arteria di accesso alla provincia. Va bene parlare di trafori, di progetti nel medio e lungo termine. Ma dobbiamo concentrarci soprattutto sulle criticità di questo 2010, dei mesi estivi e di un autunno che si preannuncia carico di rischi. Se si perde troppo tempo prima di curare un ammalato, inevitabilmente morirà. A quel punto ogni intervento sarà inutile».

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