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Sandro Cammelli alla fine di settembre terminerà il proprio incarico nel ruolo di direttore di presidio di Chiavenna: l'Aovv assicura di intervenire per trovare una soluzione efficace. Si è parlato del futuro dell'ospedale nell'ultima riunione della conferenza dei sindaci, ma anche del medico che dalla metà degli anni Settanta è impegnato nella struttura di via della Cereria. All'incontro hanno partecipato i rappresentanti dei comuni della Valchiavenna e della Comunità montana, oltre al direttore generale dell'Azienda ospedaliera, Marco Votta e a Cristina Manca, direttore sanitario. Al di là delle notizie - decisamente significative - relative ai reparti e all'organizzazione, ha raccolto una notevole attenzione la questione della fine dell'incarico di Cammelli nel ruolo di direttore dell'ospedale di Chiavenna. Votta ha dato ampie rassicurazioni sul fatto che l'Azienda si sta muovendo per risolvere anche questo problema. Dopo trentasei anni di attività per Cammelli è arrivata la conclusione della propria esperienza in questi termini. Il medico e dirigente - direttore della struttura complessa di ostetricia e ginecologia e per questo conosciuto da tantissimi genitori della provincia e dell'Alto Lago che si sono affidati a lui per la nascita dei propri figli, direttore medico di presidio e capo del dipartimento materno e infantile - ha spiegato di essere disponibile a esaminare le opportunità che la direzione strategica potrebbe proporgli per vedere proseguire il suo impegno nella struttura di Chiavenna.
Un presidio che, soprattutto negli ultimi anni, ha fatto segnare risultati importanti su più fronti, a cominciare proprio dagli ambiti dove lo stesso Cammelli è stato attivo in prima persona, costruendo un rapporto di profonda stima e fiducia con l'utenza e la cittadinanza.
Tutto lascia pensare che verranno messe in campo strategie capaci di escludere ogni tipo di situazione problematica.
Ma le novità illustrate dalla dirigenza vanno al di là del ruolo di Cammelli. Anche nel recente passato l'utenza e i rappresentanti dei lavoratori hanno espresso diversi timori, rilevando che i motivi di preoccupazione non mancano e che, secondo il punto di vista delle organizzazioni sindacali, c'è il rischio di assistere a un lento e costante declino della struttura. Votta ha garantito la riapertura dei blocchi operatori dell'ospedale attualmente interessati da un'importante ristrutturazione e riorganizzazione entro il 15 ottobre. Anche l'organizzazione interna dell'ospedale è stata oggetto di una nota informativa da parte di Cristina Manca, che si è soffermata sull'analisi della situazione dei singoli reparti. Per quanto riguarda medicina e lungodegenza ne è stata ricordata l'importanza in relazione alla presenza di pazienti anziani che avrebbero senz'altro difficoltà a spostasi in altri presidi. È iniziata una collaborazione con l'Università di Milano per ricercare figure specialistiche da inserire negli organici. Per ortopedia/traumatologia è stata garantita la presenza di quattro medici, mentre per l'ambulatorio/diabetologia verrà gestito direttamente a livello aziendale in modo specialistico.
Si è parlato di questioni interne all'ospedale, ma anche delle soluzioni che consentiranno di affrontare il problema dell'assenza di posti auto. Il direttore generale Marco Votta ha confermato l'intenzione di fare partire a breve i lavori per la realizzazione di un parcheggio da trenta posti auto, all'interno della proprietà dell'Azianda ospedaliera, per andare incontro alle esigenze dei dipendenti stessi. Questa disponibilità permetterà di liberare parcheggi pubblici nella zona limitrofa all'ospedale. «Al termine dell'incontro come amministratori abbiamo rilevato di essere soddisfatti per le prospettive delineate dal direttore generale e dal direttore sanitario, ribadendo sempre e comunque quanto il presidio ospedaliero di Chiavenna sia di fondamentale importanza per una valle alpina come la Valchiavenna che vede anche una massiccia presenza turistica durante tutto l'anno - ha commentato per la Cm il vicepresidente Davide Trussoni -. Votta ha rassicurato gli amministratori locali sul futuro dell'ospedale di Chiavenna, soffermandosi sul ruolo che lo stesso presidio ricopre all'interno di una zona montana come la nostra».
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