Rimani aggiornato! Puoi essere avvisato quando viene inserita una notiza di tuo interesse:

Morì sotto il treno:
condanne dopo 5 anni

MILANO - Il Malpensa Express (Foto by belosio K2)

CAMPODOLCINO Sì è concluso con cinque condanne e altrettante assoluzioni il processo di primo grado, deciso dalla quinta sezione penale del tribunale di Milano, con rito monocratico, per la scomparsa sul luogo di lavoro di Sergio Della Morte, 39enne, di Campodolcino, padre di tre figli (all'epoca tutti minorenni, oggi due hanno raggiunto la maggiore età), operaio specializzato e dipendente della ditta “Donati spa” di Cremona. L'uomo fu falciato dal Malpensa Express, all'altezza della stazione di Bollate (Mi), mentre stava effettuando lavori di manutenzione nello spazio compreso fra la rotaia e la banchina della stazione. Tragedia che si verificò il 27 maggio del 2005 la cui vicenda giudiziaria si è conclusa, in primo grado, con la sentenza di ieri. «Ci sono voluti cinque anni - commenta l'avvocato della famiglia Della Morte, Pietro Porciani, del foro di Milano -, ma, alla fine, abbiamo ottenuto giustizia per quanto, purtroppo, nulla e nessuno può restituire ai familiari l'affetto di un marito e di un padre».
A essere condannato ad un anno e tre mesi di reclusione, Giovanni Galli, all'epoca dei fatti responsabile dei lavori e della sicurezza per le Ferrovie Nord, mentre è di un anno e due mesi la pena inflitta ad Andrea Passarelli, all'epoca responsabile dell'unità logistica delle Ferrovie Nord. Ancora sono di un anno e tre mesi di reclusione e di un anno le pene inflitte a due responsabili della ditta che aveva in subappalto i lavori di manutenzione in stazione, mentre un anno e due mesi sono stati inflitti all'architetto Stefano Fontana. Assolti, invece, altri quattro imputati, tra responsabili della ditta appaltatrice e di quella subappaltatrice, ed assolto anche il capo logistica delle stazioni delle Ferrovie Nord.
Nove su dieci, invece, le condanne che erano state chieste dal pubblico ministero, Antonio Pastore, comprese fra un anno e sei mesi e due anni di reclusione. Secondo l'accusa, infatti, sarebbe bastato un agente avvistatore in più (ce n'era solo uno presente a Bollate) per avvertire l'operaio dell'arrivo del treno, mentre, «per mere esigenze di contenimento dei costi», secondo il pm, non era stato introdotto.
«Della Morte stava lavorando con un macchinario molto rumoroso e, probabilmente, indossava le cuffie - aveva dichiarato l'avvocato Porciani, in sede di rinvio a giudizio dei dieci imputati -. In una situazione di questo tipo, con un treno in viaggio a 120 km/h devono essere adottate tutte le misure idonee ad evitare ogni tipo di pericolo, cosa che non è stata fatta. Se ci fossero stati due “agenti di protezione”, come prassi, invece, delle Ferrovie dello Stato, l'incidente non si sarebbe verificato. E' poi scandaloso - aveva aggiunto sempre in quella sede - che a tre anni e mezzo dall'infortunio sul lavoro nessuna delle società, al di fuori della Donati spa per cui Della Morte lavorava e che ha pagato i suoi funerali, abbia mosso un dito per aiutare la famiglia improvvisamente privata del proprio sostegno affettivo ed economico».
Mancanza sanata, quest'ultima, dal momento che i familiari di Sergio Della Morte hanno revocato la costituzione di parte civile perché, nel frattempo, risarciti dalle assicurazioni degli imputati. Costituzione di parte civile che aveva interessato anche l'Inail e la Cassa Svizzera in quanto dal giorno dell'incidente hanno versato una rendita mensile agli eredi. «Siamo soddisfatti del giudizio emesso - dice Porciani - perché, sebbene a fatica, è stato riconosciuto il deficit di sicurezza sul “cantiere” mentre, nel frattempo, siamo riusciti ad ottenere idoneo risarcimento economico per i congiunti dello scomparso».

© riproduzione riservata

Invia il tuo commento

video

Video Esterni

Lo schiaffo di Ibrahimovic

Video Esterni

"Io non ci sto!": il discorso del 1993

Ansa

Neve sull'Italia, Roma in allerta

Vivi Sondrio

al cinema

inserto