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VERCEIA Mont Maudit, il monte maledetto. È lì che ieri mattina hanno perso la vita Francesco Oregioni e Davide Grassi Monti, i due alpinisti valchiavennaschi precipitati ieri durante un'escursione sul massiccio del Monte Bianco, al confine tra l'Italia e la Francia.
Il primo, 25 anni, era di Verceia. Grassi Monti invece aveva 38 anni, era originario di Solaro, in provincia di Milano, ma da tempo era di casa in Valchiavenna.
Questa volta l'imprudenza non c'entra: i due amici erano grandi esperti in fatto di montagna e sapevano valutarne benissimo i pericoli.
Per esempio si erano messi in marcia al mattino presto, in modo da evitare le ore più calde della giornata, quelle in cui la neve è meno stabile. Alle 9 si trovavano sul crostone finale della via Kuffner, poco sopra i 4 mila metri di quota. Francesco Oregioni era uno dei partecipanti al corso per aspiranti guide alpine, Davide Grassi Monti uno dei massimi esperti in Lombardia in materia di arrampicata sulle falesie. Tutt'altro che due sprovveduti, insomma. Ma l'imprevisto in alta montagna è sempre dietro l'angolo. E le conseguenze possono essere tragiche. Forse in questo caso a tradire i due sono state le temperature in quota superiori alla media. È una delle ipotesi a cui pensano gli esperti del soccorso alpino valdostano.
Resta il fatto che tutto il pendio di neve su cui i due alpinisti stavano camminando ha ceduto improvvisamente, precipitando a valle e trascinandoli lungo un canale per 400 metri. Non c'è stato scampo: morti sul colpo.
Sono stati due alpinisti francesi che si trovavano poco più in basso ad assistere alla scena e a dare l'allarme ai soccorritori, riuscendo a telefonare subito a Chamonix, ai gendarmi del "Peloton d'haute montagne". Le forze dell'ordine francesi hanno immediatamente coinvolto anche il soccorso alpino valdostano e la guardia di finanza di Entreves. Poco dopo i corpi degli alpinisti sono stati recuperati e trasportati alla camera mortuaria di Courmayeur. Era appena l'alba quando Oreggioni e Grassi Monti si mettevano in marcia partendo dal bivacco della Fourche (a 3.750 metri di altitudine) in direzione del Mont Maudit (la cui cima arriva 4.465 metri).
L'itinerario, per due alpinisti del livello dei due amici valchiavennaschi, sulla carta non presentava ostacoli insormontabili. Un percorso di roccia e ghiaccio, di media difficoltà, considerato una delle più suggestive vie di cresta di tutte le Alpi con vista panoramica sul versante italiano del Monte Bianco. L'incidente è avvenuto proprio nella parte terminale del crinale (spalla), prima della discesa che dà poi accesso alla via normale del Mont Maudit. Proprio in questa zona Oreggioni avrebbe dovuto sostenere a inizio settembre gli esami di "alta montagna classica" e di "alta montagna difficile" che gli avrebbero consentito l'accesso alla professione di guida alpina, il suo sogno. Il giovane aveva già toccato con mano la durezza della montagna: soltanto tre anni fa, sul Sasso Manduino, in Valchiavenna, era scampato a un incidente in cui aveva perso la vita il suo compagno di cordata, Corrado Libera, precipitato nel vuoto per la rottura di una corda di sicurezza.
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