Sondrio, parte dall’organico la riscossa della differenziata

Più rifiuti pro capite prodotti rispetto al resto della Lombardia, ma meno raccolta differenziata con percentuali da ultimi della classe o quasi (peggio fa solo Pavia). Un gap tra la media lombarda del 73% e quella valtellinese del 57,7% che va sotto il nome di organico. E dunque parte da qui, dalla necessità di incrementare la raccolta della frazione umida ferma al palo, la riscossa del servizio ambiente di Secam, la società interamente pubblica che si occupa della gestione del pattume per gli enti locali del territorio.

Del miglioramento delle performance valtellinesi, così come del riallineamento tariffario, del nuovo contratto e del rinnovamento della flotta ormai vetusta, si è parlato lunedì nel corso dell’incontro organizzato dall’azienda con i soci: una decina nella sala consiliare di palazzo Muzio, 68 in collegamento.

Il progetto speditivo per l’aumento della raccolta differenziata realizzato in collaborazione con Aamps Livorno e illustrato dal direttore generale della società, Raffaele Alessandri, interesserà tutto il territorio provinciale, ma la partenza sarà intanto riservata a dieci realtà: Villa di Tirano per cui si ipotizza il via a settembre, e poi a cadenza di un mese l’uno dall’altro i comuni di Ardenno, Chiuro, Montagna, Delebio, Traona, Dubino, Samolaco, Prata Camportaccio e Sondalo che chiuderà questa prima fase a giugno del prossimo anno.

I paesi, non interessati da flussi turistici, sono stati scelti per le loro caratteristiche che, per dimensione di utenze, sono simili a quelle di Albosaggia il comune della sponda orobica che ha dato il via alla sperimentazione della raccolta dell’umido e dalla cui esperienza parte il piano. D’altra parte i dati di Albosaggia parlano chiaro: l’introduzione della sperimentazione sull’organico per tutti i circa 1.800 utenti domestici e i circa 170 non domestici ha portato alla riduzione della raccolta del rifiuto urbano residuo e la contemporanea crescita di tutte le altre raccolte, che porteranno il paese a superare il 75% di differenziata, in assenza, peraltro, della certificazione del compostaggio.

L’esperienza di Albosaggia ha consentito di identificare il valore e la tipologia degli investimenti necessari per consentire l’attuazione dei nuovi progetti nei diversi Comuni e di sviluppare un “progetto 2.0” che minimizza alcuni investimenti e sostiene, in larga misura, il ricorso alla prevenzione della produzione.

In particolare, infatti, il progetto prevede di privilegiare, dove possibile, il compostaggio domestico o di comunità, favorendo tutte le forme di riutilizzo, prima di offrire la scelta della raccolta della frazione biodegradabile. Motivo per cui il materiale per la consegna dei rifiuti organici sarà consegnato solo alle famiglie che non optino per il compostaggio domestico o non siano inserite nelle aree a “compostaggio obbligatorio”, con evidenti risparmi. Per ciascun Comune individuato si stima un impatto medio di circa 50.000 euro di investimenti.

Dopo queste prime dieci realtà si faranno i comuni più piccoli, mentre per quelli più grandi come Sondrio, Morbegno e Tirano o interessati da flussi turistici importanti si valuteranno più approfonditamente tipologie, modalità e tempistiche del servizio per definire una tempistica di attuazione entro la fine dell’anno. «L’obiettivo minimo che si poniamo - dice Alessandri - è portare la provincia almeno al 73% di differenziata. Per fare tutto questo bisogna fare valutazioni sui mezzi di servizio (molto vecchi) e sul personale». Una novantina i mezzi necessari.

«Questo progetto di fatto è la prosecuzione di quel “Differenziamoci” messo a punto con il consulente, Lorenzo Bagnacani – ha detto Nicola Perregrini, ad di Secam -. La sperimentazione di Albosaggia ci ha consentito di avere una visione più chiara potendo ottimizzare aspetti di carattere tecnico, organizzativo ed economico».

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