Droga sulle piste, primi interrogatori

Primi interrogatori in tribunale a Sondrio per tre degli arrestati nell’operazione Apres ski, scattata a Livigno, Sondalo, Torino e Rimini giovedì scorso ad opera della Squadra mobile della Questura del capoluogo per il coordinamento della locale Procura e col supporto dei colleghi del settore di polizia di frontiera di Tirano, e della polizia locale di livigno. Ora siamo alla fase due dell’indagine, quella che vede gli arrestati sfilare davanti al giudice per le indagini preliminari, Antonio De Rosa, e i primi ad essere sentiti, sabato mattina, sono stati i protagonisti di questo giro di droga destinato al mercato di livigno, bormio, sondalo, fino a Grosio. Il primo ad essere interrogato è stato Matteo Rodigari, 33 anni, di Livigno, difeso da Francesco Romualdi, che ha risposto a tutte le domande postegli. É ritenuto uno degli spacciatori locali più vicini alla banda albanese data come connessa alla mafia di Skutari.

Poi è stato sentito Indrit Idrizi, 40 anni, albanese, ma residente a Livigno, zio del latitante ricercato in Francia considerato la mente del gruppo, assistito da Giovanni Arduini, quindi, Gentian Dabati 40 anni, di Skutari, ritenuto colui che trasportava la droga attraveso la Valtellina fino a Livigno. Una sorta di supercorriere che, poi, l’avrebbe anche piazzata insieme alla moglie, 24enne, agli arresti domiciliari, entrambi difesi da Ezio Trabucchi. Dabati si è avvalso della facoltà di non rispondere. Gli interrogatori si concluderanno mercoledì sentendo le quattro persone agli arresti domiciliari in Valtellina, tenendo presente che altre vengono sentite altrove perché incarcerate a Rimini e Ivrea. É la prima volta che un simile giro di droga, capace di fruttare 100mila euro di incasso, e destinata anche a turisti e sciatori, viene sgominato in Alta Valtellina e, in particolare, nel livignasco.

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