Anziani e cure domiciliari: nasce un progetto per Sondrio e Morbegno

Un’iniziativa innovativa, coraggiosa come non hanno stentato a definirla i suoi promotori che mette insieme il pubblico e il privato sociale, per consentire alle persone over 65 non del tutto autosufficienti e fragili di rimanere al proprio domicilio attraverso un percorso di accompagnamento costruito sulla fiducia, l’ascolto e la collaborazione.

E’ stato presentato ufficialmente nella sala consiliare di palazzo Pretorio “A casa tutto bene”, il progetto di cura domiciliare per anziani che coinvolge i territori di Sondrio e Morbegno e che dopo la sperimentazione su quattro persone, iniziata nel mese di marzo, entra nel vivo proponendosi di arrivare ad aiutare almeno 100 famiglie nei prossimi due anni. Finanziata con 2.460.000 euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza – NextGenerationEu, «unico caso di finanziamento su due ambiti in Valtellina» precisa Luca Verri responsabile dell’Ufficio di piano di Sondrio, l’iniziativa ha come partner l’Ufficio di piano di Sondrio, capofila attuatore, l’Ufficio di piano di Morbegno e la Cooperativa sociale Grandangolo, ma ci sono anche l’Asst, la Fondazione Casa di riposo Ambrosetti Paravicini onlus di Morbegno e diversi altri attori del Terzo settore. Senza dimenticare la preziosa collaborazione dell’Università Bocconi di Milano con il valtellinese Giovanni Fosti.

«Questo progetto ambizioso rappresenta un passo importante verso una nuova modalità di assistenza alle persone anziane - ha esordito il sindaco di Sondrio, Marco Scaramellini -. Un’iniziativa che deve essere testata, ma che ha tutte le potenzialità per cambiare l’approccio nell’affrontare la questione della cura alla popolazione più fragile. Siamo molto soddisfatti di poter cominciare con Sondrio e Morbegno per poi pensare di allargare l’esperienza anche ad altri territori».

Nel territorio dell’Ats della montagna gli over 65 rappresentano il 25,11% della popolazione

Partendo dalla necessità di programmare risposte adeguate al fenomeno dell’invecchiamento della popolazione e delle sue fragilità - nel territorio dell’Ats della montagna, che insieme alla provincia di Sondrio comprende anche l’Alto Lario e la Val Camonica, gli over 65 rappresentano il 25,11% del totale e in Italia una persona su 15 risulta essere non autosufficiente - il progetto prova a dare risposta ai bisogni affrontando il tema della permanenza al domicilio. Intercettando cioè, come ha ricordato Giuliana Zuccoli, consigliere delegato della Comunità montana di Morbegno, una fetta di popolazione per cui al momento non ci sono soluzioni codificate. Quel 70% di persone non autosufficienti cioè che in Italia, come ha sottolineato Fosti, non trova risposte nei servizi pubblici. «Non è un caso – ha detto – che abbiamo un milione di badanti quando i dipendenti del sistema sanitario nazionale sono 600mila». Le reti familiari, che sono sempre più corte «e lo saranno sempre di più» ancora Fosti, di fatto devono trovare da sole le risposte: «Questo progetto cerca di aiutarle mettendo a disposizione un modello diverso che integra le risorse, le mette insieme in una rete capace di capire quali siano le offerte disponibili e cogliendo le potenzialità offerte dalla tecnologia».

A disposizione degli anziani e delle loro famiglie, ha spiegato Nicole Testini della Cooperativa Grandangolo, ci sono il care manager, figura di accompagnamento per scegliere le cure più adatte e i servizi più utili tra tutti quelli già a disposizione o da creare ex novo, l’attività domiciliare di sostegno e sollievo nell’assistenza e il controllo a distanza attraverso sensori di movimento collegati alla centrale operativa del telesoccorso per verificare costantemente il benessere della persona anziana. «Già solo il nome, “A casa tutto bene”, è bellissimo e tranquillizzante - ha detto Roberta Trapletti, direttore socio sanitario dell’Asst -: un anziano che a casa sta bene è sereno. Non sarà facile far partire il progetto, ma poi potrà essere esportato anche negli altri territorio perché ormai il sistema così com’è non tiene più».

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