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Casa per studenti
"discriminatoria"

Casa per studenti, il Tribunale "corregge" la Provincia (Foto by LUCA GIANATTI SONDRIO)

Inserire la cittadinanza italiana fra i requisiti per ottenere un alloggio nella casa dello studente è una «condotta discriminatoria» che la Provincia deve «cessare» nell’immediato ed evitare per il futuro. Lo dice la sentenza con cui la prima sezione civile del Tribunale di Milano ha accolto il ricorso delle associazioni “Avvocati per niente” e “Naga – Associazione volontaria di assistenza sociosanitaria e per i diritti degli stranieri e nomadi” contro il bando 2008 di palazzo Muzio per l’assegnazione degli alloggi nella palazzina acquistata a Milano per ospitare gli studenti universitari della provincia di Sondrio. La vicenda aveva fatto molto discutere lo scorso anno, quando i due sodalizi avevano presentato il ricorso prima al Tribunale di Sondrio e poi a Milano, e il primo agosto la sentenza è stata depositata: il giudice ha dato ragione alle due associazioni, secondo le quali l’inserimento della cittadinanza italiana fra i requisiti richiesti costituiva una «illecita discriminazione» nei confronti degli studenti universitari stranieri.
«Accertata la condotta discriminatoria tenuta dall’ente territoriale – si legge infatti nel documento – il giudice ordina alla Provincia di Sondrio di cessare il comportamento discriminatorio nei confronti degli studenti universitari stranieri, di rimuovere con gli strumenti che riterrà più opportuni gli effetti di tale condotta e di astenersi per il futuro dall’inserire il requisito della cittadinanza fra quelli previsti per l’assegnazione degli alloggi agli studenti universitari provenienti dalla provincia di Sondrio e che frequentano l’università a Milano».
Il provvedimento impone inoltre all’amministrazione di palazzo Muzio di pubblicare a proprie spese il dispositivo della sentenza sul quotidiano “Il Corriere della Sera”, e di rifondere a Naga e Avvocati per niente le spese del procedimento, cioè tremila euro.
La sentenza è arrivata ieri anche a palazzo Muzio, e il presidente della Provincia Massimo Sertori si è riservato di analizzare bene la documentazione prima di decidere se e come procedere. «Sono un amministratore pubblico e ovviamente rispetto la legge – dice Sertori -, quindi se la sentenza è questa ne prendiamo atto, e la rispetteremo. Peraltro il bando è già stato rimodulato, e bisogna anche ricordare che nessuno studente di cittadinanza non italiana aveva presentato richiesta per l’alloggio. Detto questo, non posso esimermi da qualche considerazione politica, perché rispettare una legge non significa condividerla».
Secondo Sertori infatti sulla questione c’è molto da dire, politicamente, e anche qualcosa da fare per il futuro. «Ricordo innanzitutto che stiamo parlando di alloggi per studenti universitari, e non ad esempio di servizi sociali – dice il presidente -, alloggi che sono stati acquistati con le risorse ricavate dalla vendita dell’ex colonia Vanoni, costruita allora per dare la possibilità ai bambini e ragazzi meno fortunati di trascorrere qualche giorno al mare. Quell’esigenza non era più sentita, quindi la Provincia ha pensato di riutilizzare le risorse per andare incontro ad un’esigenza che è sentita eccome, cioè quella degli studenti valtellinesi e valchiavennaschi che per proseguire gli studi devono trasferirsi fuori provincia. Prendo atto che chiedere che questi alloggi siano utilizzati dai nostri ragazzi è illegittimo, ma bisognerà mettere in atto le azioni politiche necessarie per eliminare questa situazione».

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