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SONDRIO - Lascia chiudere la classifica a Caserta, ma con 230 euro a testa di trasferimenti annuali dallo Stato, Sondrio è al penultimo posto tra i capoluoghi italiani che possono contare sugli aiuti di Roma. O, volendola guardare dall'altro verso, è la seconda per miseria ricevuta con una netta differenza tra chi la classifica dei trasferimenti - stilata da Ifel (il centro studi dell'Anci) - la guida come Bolzano (1.121 euro a testa), Trento (1.113) e Catania (1.090).
Ma l'analisi dei conti non si ferma qui. Ela beffa per Sondrio, città natale del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, viene dal raffronto con una delle realtà più piccole della stessa provincia di cui è capoluogo: Pedesina - 34 anime contro i 22mila abitanti di Sondrio - porta a casa qualcosa come 1.920 euro di trasferimenti statali all'anno. Non male immaginando che i servizi offerti agli abitanti non siano esattamente gli stessi che eroga un capoluogo di provincia. E a cambiare, in realtà, sono anche le spese sostenute dai municipi, quei soldi cioè impegnati per far funzionare la macchina amministrativa, ma anche per garantire i servizi alla popolazione residente. Le uscite correnti pro capite a Sondrio ammontano a 888 euro, a Pedesina 2.994 euro.
Il sindaco Molteni: "E' chiaro che fa rabbia vedere che altre realtà prendono molti più soldi di noi, senza neppure un'apparente ragione se non un "consolidato" storico. E qualche interrogativo sul federalismo ce lo pone".
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