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Faedo, una folla commossa
dà l'addio all'"Armando"

Faedo, Armando Marchetti (Foto by GIANATTI LUCA)

FAEDO - La chiesa di San Carlo si trova nella parte alta di Faedo, quasi incastonata tra l'edificio che ospita il municipio e la strada che porta alle frazioni basse. Quando c'è tanta gente non tutti riescono a entrare. Ieri pomeriggio era una di quelle volte. Al funerale di Armando Marchetti erano in troppi per poter seguire la cerimonia all'interno della chiesa. Per questo è stato posizionato un microfono all'esterno in modo da permettere alla folla sul sagrato di sentire le parole del parroco e partecipare alle preghiere.
Al di là del suo significato religioso e dei momenti di inevitabile commozione, la cerimonia ha regalato anche alcuni ritratti del commerciante scomparso venerdì sera a 62 anni per una caduta nel bosco.
La sua presenza di spirito e il suo senso dell'umorismo lo conoscevano già tutti, ma forse in pochi sapevano che arrivava a scherzare anche sul momento della propria morte. Lo ha rivelato don Livio De Petri durante l'omelia, raccontando di quando l'anno scorso Armando Marchetti era stato operato alla testa per un tumore al cervello.
«Guardava la sua casa, i suoi figli, la nipotina Sofia e mi diceva "sono contento" per tutto quello che aveva avuto dalla vita - ricorda don Livio, che ha celebrato il funerale assieme a padre Angelo Melocchi -. Allora gli rispondevo che non poteva morire perché non avevo tempo di celebrare il suo funerale. Per tutta risposta quando ero andato a trovarlo a casa dopo l'intervento aveva finto di stare malissimo, mentre in realtà si era ripreso e stava bene».
Era l'atteggiamento scherzoso della persona generosa che per riservatezza nasconde dietro le battute di spirito la propria sensibilità.
«Dopo l'operazione mi aveva telefonato - ha raccontato la nuora Cristina al microfono -. Mi aveva detto: "Che bello che adesso ho te: sei la figlia femmina che non ho avuto"». La donna ha poi rivolto un'invocazione direttamente al suocero Armando: «Quando Gabriele (uno dei due figli assieme ad Andrea, ndr) ti aveva annunciato la volontà di sposarsi e di venire a vivere qui, come ti eri impegnato per aiutarci a sistemare la casa, e quanto hai fatto per noi. Con il tuo esempio ci hai insegnato che dà più gioia il dare che il ricevere». E, dopo aver ricordato l'amore di nonno Armando per l'adorata nipotina («La tua Sofy») e per la natura in tutte le sue forme, anche Cristina non ha potuto evitare un accenno alla voglia di scherzare del negoziante deceduto «proprio tra quei "crap" che tanto amavi»: «Di sicuro adesso ci guarderai da lassù rivolgendoci una delle tue battute, di quelle che ci facevi sempre».
Toccante, a fine cerimonia, anche il messaggio delle nipoti che hanno voluto ricordare la vera grande lezione «dello zio Armando»: pensare a fare del bene senza preoccuparsi del tornaconto personale.

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