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LECCO - Partorire e nascere in modo naturale: al "Manzoni" avviene molto più spesso che in qualsiasi altro ospedale lombardo o nazionale.
Si ricorre infatti al taglio cesareo nel 18% dei casi, contro il 28% della media lombarda e al 34% della media nazionale. Una percentuale molto bassa e vicina a quella (15%) raccomandata nelle "Linee guide sull'appropriatezza e la sicurezza del taglio cesareo" dell'Istituto superiore di Sanità appena diramate. La raccomandazione è infatti di ricorrere all'intervento chirurgico solo in casi di assoluta necessità, privilegiando il parto naturale. Motivo? Contrariamente all'opinione comune, il cesareo non è più sicuro per la madre e il nascituro. Anzi, è vero il contrario, come provano le indagini statistiche.
«Tra le complicanze più comuni del cesareo - nota il dottor Rinaldo Zanini capo del Dipartimento materno infatile e membro della Commssione di una ventina di esperti che ha elaborato le Linee guida - si possono annoverare infezioni o incidenti anestesiologici, malattie tromboemboliche, lesioni interne e anche possibili maggiori danni al neonato».
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