Sondrio Festival, gran finale tra montagna, avventura e premiazioni
Da sin. Riccardo Scotti e Agostino Da Polenza ospiti venerdì sera al SondrioFestival

Sondrio Festival, gran finale tra montagna, avventura e premiazioni

Al Teatro Sociale lo spettacolo teatrale dedicato al mitico alpinista Giuseppe Bove

Oggi la serata più attesa al Teatro Sociale, con la proclamazione dei vincitori dei premi di questo 31o Sondrio Festival. A proposito di premi, quest’anno la Giuria del Pubblico assegnerà anche un riconoscimento in denaro grazie al contributo di AEVV Energie. Il premio del pubblico è intitolato alla memoria di Achille Berbenni, uno dei padri della manifestazione nata nel 1987.

E il Festival stasera (dalle 20.30) si chiude nel segno della montagna, con uno spettacolo teatrale dedicato al mitico alpinista dell’Ottocento Giuseppe Bove. In “La via incantata” lo scrittore Marco Albino Ferrari, accompagnato dalla chitarra di Denis Biasion, ricostruisce la storia di questo pioniere, al quale è dedicata la più antica delle alte vie dell’arco alpino, nel Parco Nazionale della Val Grande.

Figura centrale delle scoperte geografiche del diciannovesimo secolo, è caduto poi vittima di una vera e propria damnatio memoriae per via della sua “imperdonabile” fine. Seguendone le tracce, Ferrari ha realizzato uno spettacolo di parole, immagini, suoni, un viaggio nel tempo che ci porta attraverso coincidenze e colpi di scena fino alla trappola della notte artica: 35 settimane di attesa, immobilizzati tra i ghiacci. Entrano in gioco anche personaggi insospettabili come lo scrittore Emilio Salgari e il professore svedese Nordenskiöld, tutti impigliati nella rete del grande esploratore morto suicida nel 1887.

Di montagna e avventura parla anche il docufilm che sarà proiettato fuori concorso alle 18. “Oltre il confine”, una coproduzione italo-svizzera del 2017 di Andrea Azzetti e Federico Massa, racconta le vicende coraggiose dello scalatore e scrittore Ettore Castiglioni, antifascista e partigiano che trovò la morte dopo essere fuggito dalla prigione del Maloja e aver attraversato, senza scarponi, giaccavento, pantaloni e sci (sequestratigli dalle guardie) il Passo del Forno. Stefano Scandaletti veste i panni del protagonista, le cui gesta vengono scandite dallo scrittore Marco Albino Ferrari, curatore dell’edizione critica de “Il giorno delle Mesules”.

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