Doping, positivo il campione mondiale
L’abbraccio tra il comasco Puppi, secondo, e il vincitore Petro Mamu, eritreo, al Mondiale (Foto by Foto newspower)

Doping, positivo il campione mondiale

PremanaL’eritreo Petro Mamu, vincitore della gara long distance, nei guai per un farmaco per la bronchite

L’atleta ammette l’assunzione e l’errore dell’entourage, a causa della squalifica titolo iridato al comasco Puppi

L’ombra del doping sul Campionato mondiale di corsa in montagna di Premana: l’eritreo Petro Mamu, vincitore nella gara long distance, è stato trovato positivo dall’agenzia antidoping che ha effettuato i controlli.

Il titolo mondiale passerà a tavolino al comasco Francesco Puppi.

La clamorosa notizia è stata rilanciata ieri dal sito corsainmontagna.it dopo che la Iaaf (International association of athletics federations) ha reso noto il provvedimento che implica una sospensione di nove mesi a carico del campione iridato e la revoca del titolo.

Ammissione

Secondo quanto lo stesso Mamu ha ammesso, il doping è dovuto all’assunzione di un farmaco per la cura di una bronchite che conteneva una sostanza che è compresa nell’elenco di quelle considerate dopanti.

È stato lo stesso atleta a comunicarlo, riconoscendo quindi la grossolana ingenuità fatta da lui e dal suo entourage.

«È possibile ottenere l’esenzione per fini terapeutici se si usano prodotti che contengono sostanze che potrebbero essere dopanti», aveva detto infatti il dottor Antonio Spataro, direttore sanitario dell’istituto di medicina e scienza dello sport del Coni, lo scorso 8 settembre a Dervio, ai giovani che partecipavano ai Campionati italiani di vela in doppio in una conferenza dedicata ai rischi, spesso a propria insaputa, che si possono correre sia con i medicinali che con il cibo.

Il provvedimento di squalifica è contenuto nella nota diramata dalla Iaaf che contiene 34 casi positivi in atletica (tra i quali anche tre italiani) sanzionati per le informazioni relative al periodo agosto- settembre 2017.

La data d’infrazione è quella del 30 luglio, i mondiali classic (in cui Mamu è arrivato quinto), e del 6 agosto quando si è corsa la long distance, e i nove mesi inflitti al trentatreenne eritreo decorrono dal 10 settembre 2017 al 18 giugno 2018.

«L’unica nota non negativa – commenta Filippo Fazzini, a capo del comitato organizzatore “Giir di mont” dell’As Premana – è che Mamu ha ammesso l’errore e non si tratta di un caso clamoroso ma di una questione legata alla salute. Noi sapevamo la cosa da qualche giorno però abbiamo voluto aspettate l’ufficialità. La cosa che fa più male è che si tratta di un piccolo mondo nello sport e tutti daranno fiato alle trombe, criticando. Mamu ha sbagliato ma non ha fatto nulla di grave».

L’ufficialità

La Iaaf ha comunicato la decisione alla Wmra (Federazione mondiale di corsa in montagna) che ha avvisato l’As Premana per le formalità che prevedono la modifica della classifica finale e la rimodulazione del montepremi.

«Di buono c’è che l’organizzazione esce a testa alta perché abbiamo speso un sacco di soldi per l’antidoping», conclude Fazzini.

Mamu, tra l’altro, ha vinto l’edizione 2015 del “Giir di mont” di cui detiene il record con 3h 06”00.

Per effetto della squalifica il titolo iridato passa a Puppi conl’ argento allo svizzero Pascal Egli e il bronzo che arriva all’americano Tayte Pollmann.

© RIPRODUZIONE RISERVATA