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Nazionale Cadetti di Karate
C'è anche la sondriese Creta

Sondrio, Federica Creta in azione (Foto by Giovanni Viola)

Sondrio Gli occhi sono belli, il sorriso disarmante; la sua età è come il canto di un usignolo (per chi ancora lo ricorda), ma state attenti: se porta a bersaglio un colpo, che sia di mano che sia di piede non importa, siete rovinati! In questo caso subentra la più profonda concentrazione: anni e anni di disciplina che  prendono il sopravvento e allora non ce n'è più per nessuno.
Federica Creta, quindicenne sondriese, karateka del sodalizio sondriese Son-Kai (e qui sta la notizia) è entrata a far parte della nazionale cadetti di karate dallo scorso 25 marzo.
Al Palacastellotti di Lodi, nel 5° campionato italiano della Fik (Federazione Karate) ha vinto l'alloro tricolore e l'indomani ha pure portato a casa l'Internazionale di Desio. Per la ragazzina di Bartolomeo Fontana non è una novità, solo l'ennesimo tassello (riconoscimento) di un lungo mosaico. A soli 5 anni aveva già vinto il campionato italiano, cintura gialla, a Mestre. Poi sono seguiti 8 mondiali, 7 europei, 12 italiani nel kata che è la sua specializzazione. Attualmente è cintura nera 2° dan che, tradotto in linguaggio popolare, significa "dolori" per chi ci litiga!
A Lodi, arrivata a pari punti con un'avversaria all'appuntamento finale, è riuscita nell'intento di entrare in azzurro buttando nel "suo" kata (quello della vittoria) undici lunghi anni di questa arte marziale. Infatti Federica ha iniziato col karate a quattro anni, stuzzicata dai cartoni animati tipo Dragon Ball: forza, abilità, intelligenza, voglia di costruire qualcosa. Così, racchiudendo il tutto in un unico contenitore, la determinatezza, ha collezionato la gratificante serie di risultati di cui abbiamo detto.
Ed è pure brava a scuola; frequenta a pieni voti la quarta ginnasio, legge e apprezza Dan Brown (Il codice Da Vinci, Angeli e Demoni), divide il suo tempo tra scuola, amici e karate. «Non riuscirei a immaginare la vita senza karate» afferma, ma ha la maturità di sapere quando fermarsi o rimettersi in discussione.
Essere diventata azzurrina è proprio questo: sapersi rimettere in discussione.
Si tratta infatti di un punto di partenza, non di arrivo: deve lottare e crescere per restare in un ambiente estremamente selettivo; ma Federica è determinata a dare sempre il massimo, con i piedi ben piantati a terra (tranne quando porta un attacco)!

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