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Sondrio La Polisportiva Albosaggia e l'Italia dello skialp gongolano coccolandosi la loro giovane stella. Già perché dopo l'era di Graziano Boscacci e Ivan Murada, il club orobico è riuscito a sfornare un altro campione di caratura mondiale: Michele Boscacci.
L'ultima consacrazione in ordine di tempo l'atleta di Albosaggia (22 anni) l'ha avuta venerdì sera nella tormenta di Saalbach dove è riuscito a mettere alle corde un fenomeno del calibro di Kilian Jornet. Più volte davanti a dettare il ritmo, Boscacci si è poi arreso nel finale conquistando un eccellente 2ª piazza alla Mountain Attack (3.000 metri di salita spalmati su 3 selettive ascese).
«Non pensavo di andare così forte - ha ammesso nel post race -. E soprattutto di giocarmela con un campione del calibro di Kilian Jornet per oltre due ore. Sono felicissimo sia del mio secondo posto, sia del sesto centrato da mio papà. Che dire, la bufera ci ha portato bene anche se in cima alla prima salita non sapevo più dove bisognasse andare».
Nella tormenta di Saalbach, i campioni del team Crazy International hanno infatti dato vita ad un testa a testa esaltante. Famosa in tutto il mondo come una delle più dure e prestigiose kermesse su pista, è solita richiamare il fior fiore della specialità e tantissimi amatori. Quella austriaca non è però una delle classiche notturne italiane. Anzi, con i parametri cui siamo abituati, fosse organizzata sulle nostre montagne assisteremmo a mesi e mesi di polemiche. E forse proprio questo è il suo fascino; una vera e propria sfida con la montagna, con gli avversari ed in primis con se stessi.
Niente fronzoli, nessun pacco gara faraonico, segnaletica al limite dell'essenziale, tanta passione e una location da urlo con partenza e arrivo in centro paese preparato a puntino per l'occasione. A condire il tutto ci si è messo anche il meteo con raffiche di vento fortissime e una tormenta in quota che ha messo a serio dubbio il regolare svolgimento della manifestazione (tanto che la gara marathon è stata pure accorciata). Pronti, via e alla testa della gara si portano il catalano Kilian Jornet seguito dall'italiano Michele Boscacci.
Dietro, tutti gli altri. Tra i due la sfida è stata serrata sino all'inizio della terza ascesa quando il vincitore 2011 ha fatto valere le sue doti da ultra maratoneta allungando sul giovane avversario. Da segnalare la sportività di Kilian Jornet che in cima alla prima salita si è addirittura fermato, indicando la via da seguire a Boscacci in mezzo alla bufera. Tra i due grande fair play, ma anche tanto sano agonismo visto che i la prima salita è stata affrontata a ritmi di 1.500 metri di ascesa media oraria.
Classifica alla mano, Kilian Jornet ha fermato il cronometro in 2h17'14" mettendo in fila uno stratosferico Boscacci - 2h20'16"- e il locale René Fisher 2h26'41". A seguire troviamo Konrad Lex, Anton Palzer e l'intramontabile Graziano Boscacci.
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