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Valfurva, polemica
alla gara dei bimbi

Valfurva, alcuni concorrenti in azione (Foto by ghilotti p K49)

VALFURVA - Duecento piccoli biker hanno fatto festa domenica alla minigranfondo Alta Valtellina svoltasi sulla pista di fondo di Santa Caterina Valfurva. Alcuni dei loro genitori no.
Si sono parecchio arrabbiati per l'organizzazione e non le mandano a dire al Club Lombardia che ha organizzato la manifestazione, valevole come prova del circuito provinciale Assobike: «Non ci hanno nemmeno dato i buoni pasto per i bambini che nelle altre gare sono una consuetudine. Anche la premiazione è stata effettuata in tutta fretta quasi con la sensazione di finire il tutto il prima possibile senza dare il giusto rilievo ai bambini».
Accuse che Tito Romani deus ex machina dell'organizzazione rigetta: «Non sono assolutamente d'accordo su queste critiche. Abbiamo allestito un abbondante rinfresco nel quale c'erano anche pizza e nutella party. Quando io sono arrivato nella zona del rinfresco era stato consumato tutto, segno evidente della qualità. Per quanto riguarda il buono pasto ribadisco che la gara non ha avuto nessun costo di iscrizione per i bambini ed oltre al rinfresco abbiamo avuto una ricca premiazione».
La gara è stata un aperitivo in vista del grande appuntamento di domenica prossima quando saranno in migliaia al via della gran fondo organizzata dalla società Club Lombardia. A Santa Caterina il campionissimo del ciclismo amatoriale provinciale Attilio “Tito” Romani si è ingegnato creando sulla pista di fondo due percorsi tecnici che hanno messo in rilievo le doti tecniche dei piccoli ciclisti. Ma il suo sforzo non è stato apprezzato e si parla di altro: «Se i genitori vogliono fare polemiche allora rispondo per le rime anch'io – afferma il finanziere -. Ero impegnato lungo il percorso e ho sentito con le mie orecchie alcuni genitori che invitavano i figli a “tagliare” ad accorciare il percorso. L'ho detto chiaramente a loro e lo ribadisco: è meglio che genitori del genere stiano a casa propria. È inutile avvicinare i bambini alla pratica sportiva e poi dare loro un cattivo esempio educativo».

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