La fine del mondo dei Maya
diventa attrazione turistica

CITTÀ DEL MESSICO - Pur se quasi nessuno crede che, come secondo alcuni sostiene il calendario Maya, il 12 dicembre del 2012, un venerdì, ci sarà la fine del mondo, il governo messicano non ha esitato a farne una attrazione turistica da sfruttare al massimo. 
"Faremo conoscere la magia dei maya in tutto il mondo", ha detto il presidente Felipe Calderon.  I suoi esperti prevedono l'arrivo di almeno 52 milioni di turisti dall'estero che visiteranno i cinque stati del sud est del paese più interessanti in tal senso: Quintana Roo, Yucatan, Chiapas, Campeche e Tabasco. Sono previsti introiti per almeno 23 miliardi di dollari tra quest'anno ed il 2012.
In effetti pur se gli archeologi assicurano che i Maya non hanno mai detto che il 12 dicembre 2012 la Terra scomparirà in una catena di agghiaccianti catastrofi, ma solo affermato che in quel giorno si concluderà la cosiddetta "era lunga" della loro metodologia di misurare il tempo, le autorità non vogliono lasciarsi scappare l'eccezionale occasione. Tant'è che hanno preparato almeno 500 eventi per fare meglio conoscere le teorie e la cultura maya.
Il tutto nella speranza di portare il Messico, ora al  decimo posto, possa inserirsi tra le cinque principali destinazioni del turismo internazionale, oggi occupate da Francia, Spagna, Usa, Cina e Italia.

s.golfari

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