Dopo l'avvistamento
Valfurva parla di orsi

Domani, a Valfurva, appuntamento con un argomento di grande attualità: il ritorno dell’orso bruno nelle Alpi ed in particolare in Valtellina. Di avvistamenti – più o meno attendibili – se ne sono susseguiti “un’infinità” soprattutto nell’ultimo mese e sicuramente c’è del vero.
L’orso avvistato più volte a Cepina, in Valdisotto, nei pressi del cimitero e nei boschi limitrofi e poi quello – stavolta le orme sono state ben documentate con tanto di fotografie – che circa un mese fa ha fatto capolino lungo il pendio del ghiacciaio dei Forni, in Valfurva, segnalato dalla guida alpina Eraldo Meraldi. E poi tutti ricorderanno quel “tenero” orsetto che un paio d’anni fa, in piena notte e sempre nel medesimo periodo, era alle prese con i cassonetti dei rifiuti di Trepalle, frazione di Livigno, per poi attraversare la Valdidentro e farsi fotografare un paio di giorni più tardi intento a giocare con i pesciolini del laghetto “Scale” a Cancano.
“Tanti” orsi o solo un paio che si divertono ogni tanto a comparire qua e là ma fatto stà che fanno sempre un gran parlare di sé. Anche per questo si è pensato ad una serata ad hoc in programma domani alle 21 presso il centro visite del Parco nazionale dello Stelvio “Baita dal Parco” sito a Sant’ Antonio Valfurva, in piazza Forba. L’iniziativa, ad ingresso libero, è stata organizzata dal Parco Nazionale dello Stelvio e  dalla Regione Lombardia; relatore Carlo Frapporti del Wwf Italia che parlerà del ritorno dell’orso bruno nelle Alpi italiane e in particolare in Lombardia. Dopo un secolo (l’ultimo fu ucciso proprio a Valdisotto, comune dove si è verificato un recente avvistamento, ndr) l’orso bruno sta tornando anche sulle Alpi centrali e in particolare nel Parco dello Stelvio.
«L’orso rappresenta – hanno evidenziato dall’associazione ambientalista - un valore biologico, culturale e sociale che va valorizzato e che arricchisce indiscutibilmente i nostri ambienti. Per questo il Wwf da tempo ha avviato una serie di iniziative rivolte ai cittadini, ai turisti e agli operatori delle zone dove l’orso sta tornando, consapevole che una corretta informazione può aiutare in quelle  situazioni dove la presenza dell’ orso bruno può innescare problemi di convivenza con le comunità locali a causa dell’impatto che la specie può avere su alcune attività economiche».
Proprio in Valtellina nell’ottobre 2008 è partito infatti il progetto del Wwf a tutela dell’orso bruno delle Alpi con l’installazione di recinti elettrificati a difesa di apiari e greggi come per esempio è avvenuto a Grosio. Questo primo recinto è stato finanziato dalle imprese del “Club Imprese per la natura” del Wwf; il progetto, giova sottolinearlo, vuole promuovere e facilitare la convivenza tra l’uomo e l’orso bruno.

l.begalli

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