Giovedì 07 maggio 2009

Condannato a 4 mesi
per l'incidente mortale

Quattro mesi di reclusione, tutti condonati per l’indulto. È la pena che, al termine del giudizio abbreviato di ieri, il gup Antonio De Rosa ha deciso a carico di Giuseppe Spinelli, l’uomo ritenuto responsabile dell’incidente stradale costato la vita a un giovane di Castione, morto dopo anni di sofferenze il 18 marzo 2005 all’ospedale di Morbegno. Enio Sertori aveva appena compiuto 38 anni, ne aveva 30 quando, il 18 maggio del ’97, era rimasto vittima di un grave incidente stradale a Piantedo, all’altezza della cosiddetta curva della Veronesa sulla strada statale 38, considerata pericolosissima e poco dopo eliminata con la costruzione della rotonda. Da allora era entrato in uno stato di coma dal quale non era più uscito. Quel giorno Enio facendo un giro con la sua moto assieme all’amico e compaesano Giuseppe Bricalli, che all’epoca aveva 26 anni. I due entrambi di Castione, si erano trovati improvvisamente davanti un furgone impegnato in una svolta a sinistra verso la via San Martino. Enio aveva cercato di scansare l’ostacolo con la sua Suzuki, ma non aveva potuto evitare il mezzo che procedeva in senso contrario. Le conseguenze dell’impatto erano state terribili. Molto meno gravi quelle per l’altro motociclista che se l’era cavata con una prognosi di un paio di settimane. Illesi invece il conducente degli altri due mezzi coinvolti: il veronese Stefano Paretto di 36 anni (allora) che era alla guida dell’auto e l’autista del furgone Giuseppe Spinelli, classe ’42, originario di Reggio Calabria ma residente nella provincia di Bergamo.

r.carugo

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