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MORBEGNO Il gruppo di minoranza in Consiglio comunale, «Rinnoviamo Morbegno», sceglie la sala consiliare per spiegare ai suoi elettori e alla città, che cosa sta succedendo e dare una prima traccia di quel che sarà il futuro dell'opposizione dopo che il capogruppo, nonché ex candidato sindaco Salvatore Marra è finito agli arresti domiciliari. «Vogliamo sottolineare - premette il gruppo nel suo documento - il massimo sostegno, sotto il profilo umano, al dottor Marra, il quale si è trovato e si trova tuttora, seppur indagato e costituzionalmente presunto innocente sino ad eventuale sentenza di condanna definitiva, già processato mediaticamente, in un modo non degno di un Paese civile. Prelevato di notte nella propria abitazione, videoripreso e sbattuto in faccia ai media. Riflettiamoci, perché questo potrebbe accadere a ciascuno cittadino sottoposto ad indagini preliminari, mentre non dovrebbe accadere. Non in questo Paese». La cronaca giudiziaria, che mai come in questi giorni ha coinvolto nomi eccellenti e in evidenza del panorama politico locale, ha contribuito a ledere, secondo la minoranza, anche l'immagine della città. «Siamo convinti che le indagini non debbano concretizzarsi nel clamore delle ipotesi di reato, ma nelle garanzie di massima riservatezza sia verso chi opera per appurare la verità dei fatti, sia verso chi viene indagato,
nella situazione attuale questa emorragia di notizie e di allusioni, crea un fumus pesante e di massima diffidenza nell'operato della politica della Bassa Valle. Stiamo parlando di diversi e distinti filoni di indagine che vengono artatamente accavallati e posti tutti sullo stesso piano: così l'attività di Eventi Valtellinesi diviene un tutt'uno con la questione Pip di Cercino. Questo rimane inaccettabile ed incomprensibile agli occhi di chi minimamente si interessa di questioni amministrative politiche. Per ciò che attiene questo Comune - continua il comunicato - quale partner della Comunità montana nella società Eventi Valtellinesi, sarà interessante considerare come verrà valutato il concetto gestione “in house” che, come sappiamo, è in costante evoluzione, sia a livello normativo che giurisprudenziale, insieme al cosiddetto di “controllo analogo”. Salire ora sul carro dei giustizialisti sarebbe molto facile, ma del tutto superficiale e prematuro, tanto più non fa bene a nessuno, per chi è deputato a tutelare il decoro e l'immagine dell'amministrazione pubblica. Ci vuole alta etica e coraggio, ma le parole debbono sempre essere la conseguenza di un esame attento e ponderato dei fatti e degli atti in esame. Ci vuole molto poco a gettare del fango; a ripulirlo non basta a volte una vita intera. Per tali ragioni, stigmatizziamo, da uomini civili, ogni gogna forcaiola e pregiudiziale. Sotto il profilo politico, a livello di immagine per le modalità con cui si sta sostenendo un profilo di informazione tuttora in atto, la situazione è certamente difficile, ma il nostro impegno di garantire la propria funzione di verifica dell'operato della giunta e il contributo costante e propositivo ai lavori del Consiglio non verrà mai meno».
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