Domenica 01 aprile 2012

Senza lavoro tenta il suicidio
lo salva un carabiniere

Un uomo cammina lungo i binari. È sera, ma quella sagoma dall'incedere incerto, confuso, non passa inosservata a chi ha gli occhi allenati a cogliere le sfumature e a soffermarsi sull'insolito.
Il carabiniere non è in servizio. Ed è un sabato sera, senza turni, senza servizi di pattuglia. Il militare sta viaggiando in auto lungo la statale, da Sondrio a Morbegno ed è libero. Ma quella sagoma non lo lascia tranquillo e così chiama i colleghi in centrale. «C'è un tizio a Castione, cammina sulla massicciata della ferrovia. Non vorrei avesse in mente cose strane...».
E a cose tutt'altro che strane quell'uomo stava pensando. A come avrebbe fatto a tirare avanti la famiglia, a far fronte ai debiti, agli impegni assunti, senza più un posto di lavoro, senza lo stipendio. Come avrebbe fatto alla sua età - 57 anni - a "riciclarsi", a trovare qualcuno disposto ad assumerlo... Pensieri dal peso insopportabile. Meglio farla finita. Meglio chiuderla qui. A questo pensava quell'uomo lungo la ferrovia.
In tasca aveva già una lettera di addio per i familiari. L'ha scritta dopo aver ricevuto quella di licenziamento con la quale la ditta gli comunicava che di lui doveva fare a meno. La crisi, appunto.
Un dramma figlio della ristrettezza dei tempi. Per fortuna sventato grazie alla prontezza e all'intuito di quel carabiniere libero dal servizio che non ha avuto dubbi sul da farsi.
In pochi minuti - erano da poco passate le 21 - sabato sera una pattuglia del Norm ha rintracciato il disoccupato che non ha fatto mistero delle sue intenzioni. «Tra poco passa il treno. Mi ci butto sotto. E la faccio finita... Ho perso il lavoro. E senza lavoro non ce la faccio più a tirare avanti».
Con voce pacata i militari hanno cercato il dialogo. Gli hanno parlato e alla fine l'hanno convinto ad andare con loro in ospedale, dove è stato visitato dai medici della psichiatria, il reparto dove ha trascorso la notte, sedato e sotto osservazione.

a.marsetti

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