Domenica 01 aprile 2012

Tirano, Pgt e polemiche
L'intervento di Della Vedova

Dopo le polemiche scoppiate sull'approvazione del Pgt, pubblichiamo l'intervento di Gianmartino Della Vedova, vicesindaco e assessore Urbanistica Territorio e Ambiente del Comune di Tirano

Non so quanti abbiano la consapevolezza dell'importanza e della complessità di un documento così articolato come il Piano di Governo del Territorio. E' con questo strumento che un'amministrazione si assume il difficile compito di disegnare la fisionomia di una città ed è da queste scelte che ne dipende il futuro. Noi lo abbiamo fatto, avendo un obiettivo chiaro e preciso: recuperare e valorizzare quel pensiero di città alpina che affonda le sue radici nella nostra storia.
Resto perplesso quando sento parlare di mancanza di idee o sistemazioni di orticelli: a questo Piano abbiamo lavorato al fianco di seri professionisti per più di cinque anni, abbiamo esaminato meticolosamente ogni aspetto del nostro territorio, cercando di cogliere tutte le sue potenzialità e di elaborare le strategie per valorizzarle. Ci siamo mossi consapevoli di operare in un contesto particolare dove, se da una parte emergono evidenti le tracce della nostra identità storica e paesistica, mi riferisco al grande Centro Storico, con i suoi Palazzi e le sue antiche vie, alla Basilica, alle Mura, ai due fiumi e ai versanti ancora intatti da contaminazioni urbane, dall'altra ci sono intere aree di criticità come l'area Selva, l'autorimessa Perego, il cinema Italia, l'area ex Sala o l'area Mottana. Gli interventi che ridisegneranno il volto della città sono diversi e sono già stati illustrati alla cittadinanza in più occasioni; non è questa la sede per elencarli tutti: cito solo l'idea di realizzare una grande zona pedonale, un campus che comprenderà le splendide architetture novecentesche del Giardino di infanzia e del Palazzo Credaro, che si cucirà con il Centro Storico, comprendendo la zona Arcari e la Piazza dell'Emigrante; penso alla prevista trasformazione delle aree che nel tempo hanno perso la loro originaria funzione, come ad esempio il Foro Boario o lo Scalo Merci; penso all'area San Michele che verrà ampliata per creare un grande Parco al centro della città, analogo e migliorativo rispetto a quello proposto dal gruppo misto: 16/17 mila metri quadrati (che potranno ancora aumentare aggiungendo una parte della superficie della segheria Ghilotti per la quale è ipotizzabile la trasformazione in zona residenziale o alberghiera) al posto degli attuali 7/8 mila. Per il raggiungimento di questo obiettivo strategico e indispensabile è stato lo spostamento sulla Via San Giuseppe di un'area edificabile diretta di circa 3.000 mq che nel vecchio Prg era collocata in adiacenza all'attuale Parco. La scelta urbanistica è stata quella di creare un'unica e più grande area verde senza interruzioni e pericoli di realizzazioni di fabbricati in vicinanza della Basilica. E qui, mi permetto una nota personale in risposta a chi interpreta questa scelta come il risultato della volontà di agevolare qualcuno in particolare: se il mappale storicamente dei miei "parenti" fosse stato stralciato da questa scelta urbanistica progettuale, sarebbe stata l'unica area ad aver subito un diverso trattamento rispetto a quelli in fregio a tutta la Via San Giuseppe. 
È appena il caso di ricordare che non stiamo parlando di trasformazioni a scopo speculativo di aree agricole in aree fabbricabili, ma di terreni che comunque erano già edificabili e sui quali cambia, per i motivi progettuali appena citati, solo il regime di edificabilità: da PL a diretta. È bene puntualizzare che tutti i terreni dell'area San Michele sono stati trattati nello stesso modo, infatti l'indice territoriale edificatorio è stato ridotto rispetto al Prg da 1,5 a 1 mc/mq sia che essi siano in fregio alla via  San Giuseppe sia che siano a ridosso dell'attuale Parco San Michele. 
I terreni antistanti alla via stessa hanno, negli anni passati, ceduto superfici per la realizzazione della viabilità e dei marciapiedi attuali inserendosi in un contesto urbanizzato che già vede l'edificabilità diretta per tutta la Via San Giuseppe; nell'attuale Pgt sono oggetto di un'ulteriore cessione di una fascia di 5 metri per la realizzazione della pista ciclopedonale e su di essi insistono le strade di accesso ai piani attuativi previsti che attualmente ne sono privi.  Se si vuole conteggiare quantitativamente la percentuale ceduta è quindi analoga e intorno al 30-35% come tutti i terreni presenti in zona e oggetto di piano attuativo.
Anche su altre inesattezze è doveroso fare chiarezza: non corrisponde al vero che" la superficie destinata a strada rimane a carico di tutti i cittadini e non essendo edificabile comporterà per i proprietari una forte penalizzazione". Dato che si tratta di un accesso destinato esclusivamente alla mobilità ciclo pedonale e di servizio ai lotti presenti nell'area, la scelta dell'amministrazione è stata quella di realizzare direttamente la strada attraverso la procedura di appalto pubblico evitando così l'incombenza della realizzazione ai proprietari dei piani attuativi e scomputando i costi dagli oneri di urbanizzazione che così vengono interamente versati nelle casse comunali. La superficie inoltre occupata dalla strada, parte integrante del parco, genera comunque la volumetria con indice territoriale 1:1 per i proprietari. La progettazione esecutiva dei piani attuativi potrà essere effettuata tramite concorso di progettazione con particolare cura per collocazione dei volumi, lo studio delle aree verdi sia pubbliche sia private, il piano dei colori, le altezze e la tipologia costruttiva con particolare riguardo al risparmio energetico. A differenza di quanto proposto dal Gruppo Misto, quello che l'amministrazione e i progettisti hanno previsto, è concretamente realizzabile sia come densità edificatoria sulle zone di appoggio che di rispetto della zona "buffer" del tracciato ferroviario Unesco, sia come entità quantitativa dei tre piani attuativi previsti. Detto questo, è comunque possibile che le ragioni di "opportunità" espresse dagli estensori del Piano, possano non coincidere con quelle di chiunque altro, Gruppo Misto compreso.
È per questo che esistono forme e sedi nelle quali potersi confrontare: una di queste è la seduta del Consiglio comunale durante la quale tutte le osservazioni si sarebbero potute discutere nel dettaglio e modificare sulla base delle richieste di ogni consigliere qualora la maggioranza di voto si fosse espressa in tal senso. I consiglieri Pola, Marchesi e Trisolini hanno preferito abbandonare l'aula e rinunciare a questa opportunità per affidare ai mezzi di comunicazione le loro osservazioni. Ho ritenuto doveroso replicare alle inesattezze, per la prima e l'ultima volta, solo per sgombrare il campo da conclusioni superficiali e fuorvianti; in futuro, chiunque abbia proposte serie, praticabili e costruttive da sottoporre, mi troverà sempre pronto all'ascolto e al confronto, ma nelle sedi opportune.

l.begalli

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