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In casa di Passamonti
trovati 220mila euro
MORBEGNO - Il suo arresto era nell'aria da mesi. Lui stesso pochi giorni fa ci scherzava su - "Dai, andiamo a cena, prima che mi mettano dentro", diceva agli amici -, ma nonostante questo in casa aveva contanti e libretti al risparmio per 220mila euro. Silvano Passamonti - presidente della Comunità Montana a Morbegno, ora dovrà giustificare tutti quei soldi e non sarà facile, visto che al mese il suo «stipendio» in Cm non supera i 600 euro.
Tanta sicurezza di sé e del fatto che nulla poteva succedergli forse gli derivava dal fatto che su Bema - tutto sommato - non gli era andata poi così male, visto a tutt'oggi non c'è ancora il rinvio a giudizio per quell'appalto "pilotato" e ancora oggi mai assegnato (una vicenda che vede indagate dieci persone tra politici illustri, tecnici e imprenditori, ndr).
Ieri come oggi emerge chiaro il ruolo chiave di Passamonti. Uomo ben radicato sul territorio, abile politico capace di incassare il voto anche dei "nemici" e soprattutto padre-padrone nelle situazioni che esigono polso. Come quando si trattò di affidare l'appalto per il rifacimento del tetto del Polo fieristico. Avrebbe dovuto occuparsene la Cm invece il direttivo diede carta bianca a Spagnolatti che così potè gestire il lavoro da 4 milioni di euro in piena autonomia.
Ed è sempre Passamonti a sostenere Eventi Valtellinesi, la società pubblica che operava in settori privati (come l'organizzazione di concerti, spettacoli, recentemente si è occupata persino del casting per "Mezzogiorno in famiglia") e che con il passare degli anni è diventata sempre più un "giochino" da utilizzare per fare soldi e per fare affari: le fatture venivano gonfiate per ottenere fondi pubblici da spendere poi a proprio piacimento.
Ecco cosa scrivevano ieri gli uomini della Guardia di Finanza nel loro lunghi comunicato stampa: «I due coadiuvati da numerosi dipendenti della Comunità Montana morbegnese che hanno realizzato diverse condotte illecite, hanno utilizzato i fondi pervenuti alla società (Eventi, ndr) per le finalità più varie, ma tutte dirette a drenare liquidità monetarie. Sono state così prelevate somme per decine di migliaia di euro motivandole quale "premio produzione", nonostante la società sia stata costantemente in precaria situazione finanziaria. Sono state aperte polizze assicurative vita e infortuni, pagate con i soldi della società, ma di cui sono stati nominati beneficiari Passamonti e Spagnolatti. Per mezzo di carte di credito e bancomat della società Eventi sono state pagate numerosissime cene ad amici e parenti sia in Valle sia sul lago di Garda; a Napoli, sono state acquistate cravatte «Marinella», sono stati pagati "viaggi turistici" a Innsbruck, soggiorni in alberghi vari, acquisto di cioccolato svizzero e cesti natalizi».
In tutto sarebbero stati introitati 300mila euro gonfiando preventivi per manifestazioni varie. Addirittura sarebbero 100mila euro i soldi che si sarebbero intascati Passamonti e Spagnolatti attraverso la società. Una gestione personale e allegra: entrambi sono accusati di truffa aggravata e peculato anche per aver utilizzato indebitamente personale in forza alla società per scopi di partito (come raccogliere le firme per Forza Italia, ad esempio).
Secondo gli inquirenti ci sarebbero migliaia di centinaia di euro per i quali manca una pezza giustificativa ma il Gip Della Pona - nonostante non ci sia una rendicontazione attendibile per quelle spese - ha chiesto che vengano fatti ulteriori accertamenti.
E poi c'è la questione dei terreni. Di una gravità - morale - inaudita. Si parla di concussione per aver "costretto" a cedere i terreni di Cercino a prezzi ben al di sotto del loro valore. Passamonti si è esposto. Troppo. E a gennaio i contadini hanno detto basta e così hanno presentato una denuncia che ha dato una svolta alle indagini, fornendo indicazioni preziose sui "testimoni" da convocare per avere riscontri sul ruolo del presidente della Cm.
Certo, Passamonti non fu solo in questo, ma tutto lascia pensare che quell'operazione l'ha preparata per bene. E se in passato si era avvalso della collaborazione dei cugini Lanza per gestire una società - la Luxerit - con cui operare, per la vicenda di Cercino si è appoggiato alla Vimos Solutions dell'amica Simona Vitali che ha incassato circa 250mila euro per compensi di intermediazioni erogati dalla Galperti, soldi che per la Gdf sono finiti a Passamonti.
Ma nella Vimos Solution srl figurava anche quell'Elio Mostacchi che poi - guarda caso - si ritrovò nominato a Bema a fare il Rup, il responsabile unico del procedimento per la gara d'appalto. Vale la pena ricordare che in quella vicenda c'è un altro personaggio che ricorre accanto al nome di Passamonti (anche lui indagato per la strada di Bema): Franco Gusmeroli, il segretario comunale "a scavalco" con Cercino.
Passamonti non era più sindaco di Bema, ma si è sempre comportato come se lo fosse al punto da chiamare (senza averne titolo) proprio il Gusmeroli per dirgli di liquidare la parcella di un membro della commissione aggiudicatrice dell'appalto. Leggendo l'ordinanza del Gip su Bema ci si era resi già conto che Passamonti in Bassa Valle aveva un potere non indifferente ed era capace di tenere in pugno sia alleati politici che avversari.
"Non cade foglia che Passamonti non voglia", dicono nella Bassa.
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