Giovedì 11 agosto 2011

Tuffi mondiali a Lanzada:
immagini spettacolari

LANZADA È stato Michal Navratil, 26 anni, di Praga, ad aggiudicarsi il primo posto nella classifica di Coppa del Mondo di tuffi dalle grandi altezze nella prova di ieri alla diga Enel di Campo Moro, a Lanzada. Con 235 punti totalizzati nei due salti effettuati dal coronamento della diga, a un'altezza di 24 metri dal pelo dell'acqua, Navratil, alla sua terza partecipazione in Coppa del Mondo, si colloca in pole position per affrontare la seconda e ultima prova in programma dopodomani, 12 agosto, alla diga Enel di Rochemolles, a Bardonecchia.
A un solo punto di distacco, 234, si è piazzato, invece, un altro veterano delle Coppa, quale Vyaceslav Polyeshchuk, di Kiev, Ucraina, mentre terzo è arrivato l'istrionico concorrente australiano, di Camberra, Steve Black, già noto al pubblico della Valmalenco, con 224 punti.
Pubblico che ha letteralmente preso d'assalto l'alta quota malenca per non perdersi una manifestazione mozzafiato come i tuffi dalla diga di Campo Moro, situata a 2.000 metri, con splendida vista sul Pizzo Scalino, simbolo della Valmalenco. In 10mila, ieri, hanno potuto godersi, finalmente, una giornata di sole e di sport di alto livello, piazzandosi in massa attorno al bacino di Campo Moro per non perdere un solo attimo della kermesse sportiva, ben condotta dall'anchorman Silvio Mevio.
Dodici gli atleti in gara, uno in meno di quelli dati per presenti, dal momento che non è sceso in pista Kris Kolanus, polacco di Cracovia. Così come non si è potuto esibire, per infortunio sopravvenuto, Zvezdan Grozdic, serbo, veterano della manifestazione.
Tutti a godersi lo spettacolo, unico nel suo genere, che si è trasformato in una vera festa dal momento che gli atleti sprizzavano allegria da tutti i pori e, soprattutto, non si sono registrati incidenti, né durante la loro esibizione, né fra il numeroso pubblico piazzatosi sulle rive del bacino artificiale. Ben 24, complessivamente, i tuffi effettuati dalla pedana in legno realizzata sul coronamento della diga, due per ogni atleta presente. Doppi, tripli, quadrupli salti mortali, con avvitamenti più o meno marcati, all'indietro, piuttosto che partendo dalla posizione verticale.

l.begalli

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