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Caso appalti: «Conforti
ha solo parlato troppo»

«Parlato ha parlato. Anche troppo. Ed è questa l'unica cosa che si può rimproverare al mio cliente, per il resto, la sua condotta non ha in alcun modo influenzato l'esito della gara d'appalto per l'aggiudicazione dei lavori della strada di Bema».
Gino Ambrosini, legale di Fermino Conforti - 54 anni di Dubino -, tecnico comunale del paesello orobico al centro di un'annosa inchiesta ora pronta per approdare davanti al giudice delle udienze preliminari, accetta - per la prima volta - di fare il punto della situazione.
Il suo cliente deve rispondere di "turbativa aggravata d'asta" per avere pilotato la regolare procedura di gara per favorire una delle cordate partecipanti. Di più. A Conforti potrebbe essere contestata l'aggravante poiché ha svolto un ruolo di responsabilità durante l'aggiudicazione dei lavori. Era lui, infatti, il Rup, ovvero del responsabile unico del procedimento, ruolo per il quale il comune di Bema stanziò 35mila euro di compenso. La procura gli contesta il fatto di aver confidato ad alcuni concorrenti notizie coperte da segreto per avere comunicato alla cordata Accisa-Valena-Comer l'esito della gara dopo l'apertura delle buste.
«Da sottolineare - afferma l'avvocato Gino Ambrosini - che le "rivelazioni" del Conforti non hanno e del resto non avrebbero potuto modificare, in ogni modo, l'esito della gara stessa... Il processo verterà proprio su questo punto: sul fatto se Conforti fosse o meno tenuto al segreto. Secondo noi no, e lo mostrerebbe il fatto che in quel frangente fu dato incarico alla segretaria della commissione di comunicare a tutti partecipanti l'esito dell'assegnazione del punteggio sull'offerta tecnica».
Di diverso parere l'accusa, per la quale, addirittura, fu proprio il Conforti ad aprire i plichi delle otto offerte pervenute, attribuire punteggi, stilare graduatorie finali. Conforti a Bema «saliva una volta alla settimana, per una mezz'oretta per sbrigare quelle quattro pratiche edilizie», dirà Passamonti. Ricordiamo che fu necessario istituire una seconda commissione per giudicare le "anomalie" (in gergo tecnico le offerte anomale) riscontrate durante la valutazione delle offerte.
Ma la procura dice anche che Conforti fu il "vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro" in uno scontro fortemente connotato dalla politica, a sottolineare come fu tirato per la giacchetta da più parti. In primis dai compagni di partito - Mauro Ferrario che con Jonny Crosio si sono mossi per evitare che - nel "regno di Passamonti" - la cordata di Accisa-Valena-Comer perdesse pur avendo un'offerta "forte" (ricordiamo che poi la gara l'ha vinta la Grolli-Quadrio ma è stata riaggiudicata alla Valena dal Tar e dal Consiglio di Stato). Poi, ad un tratto, Conforti fu "richiamato all'ordine" da Passamonti (Forza Italia).
«Quello che tengo a dire - afferma Ambrosini - è che come ha già escluso il Tribunale della libertà il mio cliente in questa vicenda non ha mai percepito denari, favori e quant'altro. Ripeto, l'unica cosa che gli si può addebitare è di aver parlato con soggetti estranei alla commissione dopo l'apertura delle buste relative alle offerte».
Antonia Marsetti

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