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Netta bocciatura dei sindacati
al piano di riorganizzazione del 118
SONDRIO - No secco dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uilalle novità previste per il 118. Lo hanno ribadito oggi in una conferenza stampa. "Nei giorni scorsi è stata resa nota la proposta per una nuova articolazione territoriale della rete 118 ovvero del servizio di soccorso su ruota. Detta proposta nasce dalla volontà di Regione Lombardia di “razionalizzare” il modello affinché si abbia una maggior efficienza con costi minori. Peccato che, per quanto riguarda il nostro territorio, il risultato è la sostituzione della presenza del medico sull'ambulanza – dalle ore 20.00 alle ore 08.00 – con una nuova figura di Infermiere Professionale “super”. E, per ora, si comincia da Tirano. E poi? Il documento presentato da AREU lascia intravedere che Morbegno potrebbe essere il prossimo poiché abbiamo tempi di percorrenza sotto i 20 minuti, definiti ottimali, e poiché geograficamente vicino a Gravedona e Sondrio. Ma non è tutto qui: il nuovo modello prevede la sostituzione dell'ambulanza medicalizzata presso il presidio di Sondrio con un Veicolo Leggero Veloce ovvero un'auto medica che raggiunga, in caso di necessità, l'ambulanza per prestare le cure del caso. Peccato che così facendo ci troveremo, molto spesso, ad aver “fuori” tutti i mezzi di soccorso e quindi non saremo in grado di far fronte ad una eventuale contemporanea seconda chiamata". Un grido d'allarme e una netta bocciatura del piano dunque. «La rete del soccorso 118 è forte di 6 ambulanze con medico e infermiere a bordo e altrettante con infermiere a bordo a Livigno, Bormio, Tirano, Sondrio, Morbegno e Chiavenna. È un'organizzazione del servizio consona alla conformazione territoriale provinciale e al di sotto della quale non si può scendere», sottolineano. Non convince per nulla la proposta di revisione della distribuzione dei mezzi di soccorso in provincia di Sondrio presentata dal direttore Areu (Azienda regionale dell'emergenza urgenza) ai sindaci della provincia e alle parti sindacali il 13 agosto scorso. «Un piano del genere non può essere redatto “d'ufficio” dall'Areu - hanno detto i rappresentanti sindacali, Marco Contessa per la Cisl, Ettore Armanasco per la Cgil, e Cesare Calcinardi per la Uil -, senza il coinvolgimento diretto di chi opera e conosce le difficoltà del territorio. E ci riferiamo ai sindaci e alle parti sindacali. Non basta convocarci all'ultimo momento per informarci di un qualcosa che si vuole far partire a breve, almeno rispetto a Tirano. Entro il 5 settembre il medico del 118 di stanza a Tirano se ne andrà e il servizio rimane scoperto. Non sapendo che pesci pigliare, quindi, si vuol far partire subito la riorganizzazione ipotizzata su Tirano facendo venir meno il mezzo, cosiddetto, di soccorso avanzato, ovvero l'ambulanza con medico e infermiere a bordo durante le 12 ore notturne, dalle 20 alle 8 del mattino. Al posto dell'ambulanza medicalizzata, di notte, resterebbe a disposizione solo il mezzo di soccorso di base con autista e due soccorritori formati attraverso corsi specifici da parte della Cri. Ciò nell'attesa di attivare il mezzo di soccorso intermedio, sempre di notte, con infermiere addestrato a bordo per questo tipo di servizi». Il rischio, secondo i sindacati, è quello di enormi ritardo nell'intervento e di lasciare scoperti sia Sondrio sia Bormio.
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