«Valtellina ancora troppo lenta»
La sede sondriese dell’ente camerale

«Valtellina ancora troppo lenta»

Industria 4.0: Bertolini interviene sulle autostrade informatiche: «Imprese pronte, ma la velocità è lontana». E sul futuro della Camera di commercio non ha dubbi: «Abbiamo tutte le carte in regola per mantenerla viva».

Tutto dipende dalla volontà del governo, ma Sondrio blinda la Camera di commercio: «Abbiamo le carte in regola per mantenerla viva». Così si esprime il presidente dell’ente valtellinese, Emanuele Bertolini.

Mentre a Roma si discute del futuro degli enti camerali, il presidente della struttura di via Piazza fa il punto della situazione.

«Alla domanda sull’esistenza della Camera di commercio di Sondrio in futuro rispondo che dipenderà da quali saranno le sessanta camere del Paese - aggiunge -. Ma è stato deciso da tempo che quelle dei territori interamente montani, confinanti con nazioni estere e in equilibrio economico possono rimanere. Noi abbiamo queste tre caratteristiche: il “possono” invece non dipende da noi». Nelle ultime settimane si sono susseguite varie voci sulla chiusura della sede valtellinese e sul conseguente accorpamento a quella di province limitrofe. Un’ipotesi che per il momento non convince la dirigenza.

«Guardiamo avanti con un certo ottimismo rispetto al futuro - continua -. C’è chi si esprime diversamente su quello che ci aspetta, ma non dice la verità. Il mondo si evolve, noi come Camera di commercio di Sondrio pensiamo di poter restare al nostro posto e garantire alle imprese i servizi che possono essere necessari. Siamo in attesa di un decreto che attribuisce agli enti come il nostro nuove funzioni innovative e importanti. Quello che potremo fare in futuro è molto interessante, ad esempio l’assistenza alle startup innovative e lo sviluppo delle tecnologie dell’informatica. Per questa ragione stiamo formando il nostro personale su queste materie».

Le sfide da affrontare sono tante e rilevanti. Come emerso martedì a Morbegno nel corso dell’evento di Api dedicato all’Industria 4.0, che ha visto impegnato nell’analisi anche Bertolini, questa dinamica inizia a interessare anche la Valtellina.

«Le imprese valtellinesi sono pronte per l’Industria 4.0 - chiarisce Bertolini -. Magari non la si chiama così, ma la realtà non è molto diversa da quella che descriviamo quando si discute di fabbrica del futuro. Questa evoluzione, quindi, è in atto anche da noi, ci riguarda. Le tecnologie avanzate rappresentano un chiaro vantaggio per noi».

I problemi non mancano, però. La caratteristica fondamentale di quella che viene chiamata la quarta rivoluzione industriale è rappresentata dalla trasmissione in tempo reale di un’enorme quantità di dati. Senza linee veloci, tutto si complica.

«L’autostrada informatica della Valtellina non è pronta per una fabbrica con macchinari e prodotti costantemente connessi in ogni fase del processo. Per fare vera Industria 4.0 bisogna essere sempre collegati a 100 megabit per secondo. Noi andiamo a 5, a volte, quando siamo fortunati, a 20. Sotto questo aspetto siamo molto lontani. Angela Merkel ha deciso di ricandidarsi indicando due obiettivi: le pensioni e la costruzione di nuove infrastrutture per le connessioni. Questa dichiarazione che arriva dalla Germania, patria dell’I4.0, la dice lunga sull’importanza di questo tipo di servizio per le nostre imprese e più in generale per la cittadinanza».

La tematica non è nuova. Se n’è parlato in varie occasioni anche con le aziende che offrono servizi per la connessione e spesso sono stati fatti osservare dei progressi. Ma l’evoluzione, mentre nelle grandi città si inizia a navigare con la fibra ottica a 500 mega, in periferia è molto, molto più lenta.

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