Turismo, pace fatta tra i consorzi
La convivenza di ben due consorzi turistici in una sola valle non è certo giustificata dai numeri

Turismo, pace fatta tra i consorzi

Comunità montana, Chiavenna, Madesimo e Campodolcino si dicono disponibili a collaborare. Gli amministratori assicurano: «Stiamo già lavorando ad un progetto comune per ampliare l’offerta».

Dopo anni di divisioni, piccoli screzi e vere e proprie liti, con inevitabili conseguenze concrete, stavolta le parole vanno in un’altra direzione. La Comunità montana e i Comuni di Chiavenna, Campodolcino e Madesimo esprimono in un comunicato congiunto «il desiderio di lavorare con visioni d’insieme all’interno, e comuni all’esterno, per costruire un’alleanza sotto il segno dello sviluppo del territorio in chiave turistica passando attraverso la collegialità delle decisioni e la definizione di una strategia unitaria».

Dopo un lungo periodo di separazioni, con tanto di costituzione di un nuovo consorzio turistico a Madesimo, ora si legge che «le divisioni si possono e si devono superare, così come indicato nel percorso tracciato dal progetto dell’Area interna: in questo 2017 la Valchiavenna è a un bivio e gli amministratori pubblici sono consapevoli che esiste una sola scelta, quella di avviarsi sulla strada della condivisione».

Come tradurre in concreto questi auspici? Si parte dall’offerta delle singole località, peculiare e unica, per arrivare alla moltiplicazione delle opportunità per i turisti unendo Chiavenna con Madesimo, Campodolcino e il resto della valle. Più sport, più benessere, più natura, più cultura e più storia per conquistare i turisti, in inverno come in estate. Gli amministratori degli enti pubblici coinvolti assicurano che stanno già lavorando a un progetto comune.

«Siamo già impegnati in questa direzione - esordisce il sindaco di Chiavenna Luca Della Bitta -: lo strumento è rappresentato dalla collaborazione tra il capoluogo, Madesimo, Campodolcino e la Comunità montana, l’obiettivo è quello di creare un’alleanza forte che, contando sulle risorse e sulle competenze di ciascuno, sia in grado di definire una strategia turistica condivisa. Lavorare insieme non può che far bene a tutti: le Aree interne hanno dimostrato che siamo in grado di raggiungere obiettivi ambiziosi e lo sviluppo turistico lo è».

Per il sindaco di Madesimo, Franco Masanti, si tratta di un ottimo inizio. «Accolgo con favore questa collaborazione per valorizzare l’offerta turistica complessiva della valle di cui anche Madesimo beneficerebbe - sottolinea -. Da parte nostra siamo pronti a condividere conoscenze ed esperienze relative all’afflusso turistico nel nostro paese per definire una strategia comune per l’intero territorio».

Se tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, da qualche settimana fra San Giacomo Filippo e Madesimo c’è la nuova giunta comunale di Campodolcino. Un’esperienza amministrativa fedele alla maggioranza della Cm, ma altrettanto decisa a costruire ponti fra Chiavenna e dintorni e Madesimo. Forse questo primo risultato è anche frutto del ruolo di Enrica Guanella. «Noi crediamo molto nella collaborazione - gli fa eco il sindaco Guanella -, e dal nostro recente insediamento ci siamo resi disponibili a lavorare sia con Madesimo che con Chiavenna per promuovere una visione comune che, ne sono certa, sarebbe il preludio al superamento di tutte le criticità che in questi anni hanno impedito al territorio di fare fronte comune nel settore del turismo». La Comunità montana, sia per il turismo, sia per altre questioni, è stato il ring dove si sono combattuti duelli molto accesi. «Tra gli obiettivi che a livello mandamentale abbiamo inserito nella strategia dell’Area interna Valchiavenna c’è proprio il percorso condiviso - conclude il presidente della Comunità montana Flavio Oregioni -. Siamo convinti che questo sia il momento giusto per superare le divisioni e progettare insieme il futuro della nostra valle partendo dal turismo che rappresenta una delle risorse del territorio. Particolarismi e individualismi appartengono al passato, il presente e il futuro ci chiedono di essere uniti per superare la concorrenza di altri territori e presentarci sul mercato più forti. Come Comunità montana sosteniamo e promuoviamo questa nuova attitudine nell’interesse dei Comuni e dei cittadini».

Le premesse, insomma, sembrano chiare. Ora bisognerà capire come verranno declinate, in concreto, queste buone intenzioni, ad esempio per superare il doppio consorzio in una valle di dodici comuni.

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