Tra biologico ed estero, linee guida da seguire per la Latteria di Chiuro
Una fase della lavorazione alla Latteria di Chiuro

Tra biologico ed estero, linee guida da seguire per la Latteria di Chiuro

Peso crescente sui mercati internazionali. Il presidente Marantelli: «Veniamo da mesi di sfide vinte in Italia e all’estero, con due parole a guidarci».

Latterie che si affermano nel mondo. I segnali di un peso crescente sui mercati internazionali per le realtà valtellinesi del mondo lattiero caseario arrivano anche da Chiuro, che si affaccia con frequenza sempre maggiore alle grande fiere di settore, che «costruisce relazioni» e ha propri rappresentanti in svariate nazioni.

Che prova a virare con decisione verso il bio, segmento in crescita secondo le indicazioni dei consumatori. Intanto si affinano nuovi prodotti, si innalzano gli standard tecnologici. «Veniamo da mesi di lavoro e di sfide vinte in Italia e all’estero – ha affermato stilando un bilancio di periodo Franco Marantelli, presidente della Latteria di Chiuro –, in questo momento le parole che ci guidano sono, biologico ed estero».

«Sul fronte dei mercati esteri – ha aggiunto il dirigente della cooperativa chiurasca – abbiamo capito che vogliamo “rimanere piccoli”, ma dialogare con i grandi e ci stiamo riuscendo. Dal 2015 stiamo esportando a Hong Kong, Budapest, Baku, Azerbaigian e Germania». «Gran parte di queste realtà estere le abbiamo intercettate grazie alle fiere internazionali dedicate al biologico, ad esempio “Biofach” fiera che si tiene a febbraio a Norimberga, evento al quale abbiamo partecipato quest’anno per la prima volta e per il quale abbiamo confermato la nostra presenza per il 2018».

Da Chiuro si organizzano rappresentanze all’estero, commerciali e “di immagine”. «In Canada siamo operativi grazie a un nostro delegato, ci piace pensare che sia una sorta di “ambasciatore”, che oltre a promuovere e vendere i nostri prodotti, si faccia portavoce anche dei valori aziendali. Non puntiamo solo sulla qualità ma anche sui rapporti umani, analoghe figure sono presenti a anche in Spagna e Portogallo».

L’intenzione è farsi strada con i prodotti “bio”. «Abbiamo finalizzato azioni e investimenti in questi ultimi due anni proprio in questa direzione – hanno chiarito dalla coop – la nostra latteria sociale è nel mondo del bio dal 2011». «Il 30% del latte in ingresso proviene proprio da aziende agricole valtellinesi certificate biologiche e nel giro di due anni vorremmo puntare al 50%, avendo come traguardo arrivare al 100%. L’impegno c’è perché ci crediamo, basti pensare che a livello nazionale non sono molte le aziende strutturate per trattare latte biologico di filiera e la Latteria di Chiuro è una di queste».

Produzione biologica apprezzata e venduta soprattutto in centro e sud Italia. Proprio il biologico viene considerata la chiave che «apre il mercato estero con le sue opportunità e gli attuali importanti riscontri».

Nel frattempo la “latteria” si struttura. «Siamo consapevoli – ha proseguito Marantelli – che la strada intrapresa sarà ricca di nuove sfide che richiederanno investimenti coraggiosi, come quelli negli ultimi due anni. Dal 2015 a oggi più di un terzo del nostro fatturato, ovvero oltre 4 milioni di euro, è stato investito in innovazione tecnologica, una condizione imprescindibile per garantire qualità di prodotto e affrontare nuove scommesse».

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