«Rocce Rosse, miglior vino d’Italia»
Guido, Isabella ed Emanuele Pelizzatti Perego hanno preso in mano le redini della cantina

«Rocce Rosse, miglior vino d’Italia»

La Guida del Gambero Rosso assegna al Sassella Riserva 2007 l’ambito riconoscimento ad Ar.Pe.Pe. Emanuele Pelizzatti Perego: «Siamo orgogliosi, questo premio va alla nostra azienda e a tutta la Valtellina».

Il migliori vino rosso d’Italia è valtellinese. Protagonista di questo risultato storico, il Sassella Riserva Rocce Rosse 2007 della cantina Ar.Pe.Pe, che si è aggiudicato il premio “Rosso dell’anno 2018” , tra i Premi Speciali della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, una sorta di Bibbia delle guide enoiche.

Il riconoscimento, che sarà consegnato domenica prossima a Roma, è stato accolto con grande soddisfazione e orgoglio dalla famiglia Pelizzatti Perego. «È un risultato davvero importante, inizialmente quasi non ci credevamo- spiega Emanuele Pelizzatti Perego - di premi e riconoscimenti ne abbiamo ricevuti molti in questi ultimi anni, ma essere giudicati il miglior rosso d’Italia, considerato il blasone di grandi zone come Piemonte e Toscana, è qualche cosa di grande. Si tratta di un riconoscimento importante non solo per la nostra azienda, ma per la Valtellina del vino in generale».

Un’azienda prototipo quella di Ar.pe.Pe, da anni balzata agli onori delle cronache del vino, non solo locali, grazie al rispetto del territorio, con una filosofia in vigna e in cantina ben precisa. Il 2007 è stato l’anno della svolta, un cambio di marcia che ha proiettato Ar.Pe.Pe nell’olimpo del vino. «In quell’anno abbiamo fatto delle scelte strategiche importanti - continua Emanuele- prima di tutto in vigna con un ricambio generazionale, potendo contare su una squadra giovane e affiatata. Abbiamo iniziato a lavorare con alcuni principi di potatura, facendo dei corsi di specializzazione con il metodo Simonit&Sirch. La potatura è un’arte, mentre prima veniva scambiate per un lavoro di fabbrica. Solamente dando dignità a chi lavora in vigna, anche di tipo economico, si possono fare grandi vini, credo che questo sia il giusto messaggio da dare ai giovani».

A impressionare il fatto che stiamo parlando di un vino di dieci anni, con Ar.Pe.Pe che sta raccogliendo i frutti di un lavoro partito da lontano. Raccolta manuale dell’uva in cassetta, vinificazione e fermentazione malaolattica in legno, grandi invecchiamenti, tutti dettagli che hanno inciso sulla qualità finale del Sassella Riserva Rocce Rosse 2007.

Presentarsi sul mercato con l’etichetta di miglior rosso d’Italia non potrà altro che rafforzare la posizione di Ar.Pe.Pe. Circa il 70% delle bottiglie viene esportato, una quota significativa con Europa, Usa, Canada e Giappone i mercati di riferimento. Ma cosa è destinato a cambiare con questo premio? «Rimarrà intatta la nostra filosofia, soprattutto la nostra trasversalità su cui fondiamo buona parte del nostro lavoro - chiosa Emanuele - In famiglia tutti abbiamo un ruolo ben preciso, anche il resto dell’azienda è specializzato, dalla conduzione della vigna alla cantina. I risultati sono di squadra, ma il ringraziamento più grande va a madre natura. Lo ripeteremo sino a sfinimento, il patrimonio del nebbiolo in Valtellina è qualche cosa di straordinario, finalmente lo stanno capendo in tanti. Sul futuro siamo fiduciosi, vedo aziende valtellinesi portate avanti da giovani con passione, competenza e professionalità, il movimento sta crescendo».

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