Perego Auto chiude: « La passione resta»
Andrea Perego con il padre Giordano a una prova del Rally Valtellina, edizione 2011

Perego Auto chiude: « La passione resta»

Una lunga storiaDopo l’annuncio su Facebook il titolare spiega il perché della decisione dopo 55 anni di attività. «Il settore è diventato difficile: troppi costi, pochi guadagni. Con l’Alfa Romeo ho lavorato e gareggiato. Bei tempi».

Un addio sobrio, velato di un po’ di nostalgia per l’abbandono di un mondo che ha sentito suo e che gli ha fatto conoscere anche la grande passione per le corse. «Dopo 55 anni Perego Auto chiuderà la sua attività». Così comincia il messaggio che Giordano Perego ha postato sulla pagina Facebook dell’azienda.

Con lui ricapitoliamo, in breve, una così lunga storia. «La concessionaria Alfa Romeo, che a Sondrio mancava, fu creata da mio padre nel 1962 in via Malta e seguita per parecchi anni da mio zio Titi Orsi. Io allora avevo ancora i calzoni corti e ho ricordi piuttosto vaghi, mentre ricordo benissimo il periodo del trasferimento nella più ampia sede di via Stelvio, fine anni ’60. Le Alfa erano delle gran macchine, averle a portata di mano mi ha poi spinto a iniziare le corse: in salita e in circuito, prima di passare alla formula Rally: dopo diversi ottimi piazzamenti, io e Chicco Cotelli trionfammo nell’edizione 1983 del Valtellina. Ho conquistato diversi altri trofei, tra cui un titolo italiano di corsa in salita, fino al 1986, poi mi sono dedicato interamente alla concessionaria. Gli anni Ottanta sono stati felici per l’auto, per l’Alfa in particolare, che più tardi entrò a far parte del Gruppo Fiat. La situazione pian piano andò declinando, così nel 1997 accettammo un’offerta della Opel, con cui abbiamo operato per un ventennio».

Ma le profonde trasformazioni economiche e sociali hanno interessato anche il mondo dell’auto, che ha conosciuto la sua crisi. «La necessità di mantenere i volumi di vendita, in anni in cui non si cambiava più l’auto con facilità, ha ridotto drasticamente i margini di guadagno – continua Perego –. Il peso dei costi fissi e della maggiore burocratizzazione ha fatto sì che già tre o quattro anni mi chiedevo se convenisse lavorare ancora nel settore, profondamente cambiato da quando ho iniziato a operarvi. E poi cominciavano a pesarmi i viaggi giornalieri (noi siamo tiranesi). Così, visto che faccio anche parte dell’azienda di famiglia che ha da poco superato i cento anni di età, ho pensato che fosse arrivato il momento di chiudere. Quando ho comunicato la mia decisione, Andrea non era felicissimo, perché questo lavoro gli piace e ha permesso anche a lui di coltivare la passione per le corse, tanto che di Coppe Valtellina ne ha vinte sei, come Mario Stagni. Però dopo la scomparsa di mio padre, credo che nell’Automobilistica Perego potesse servire anche l’immissione di forze fresche, apportatrici di energie e nuove idee. Andrea lavorerà lì e potrà ancora coltivare la sua passione di correre: mi auguro che arrivi presto ai sette successi nella Coppa, in cui mi sembra che i Perego, posso dirlo? si siano ben destreggiati».

Si sente già un pensionato? «Non direi, perché comunque c’è sempre l’azienda di famiglia, ma certo tirerò un po’ più il fiato. Sogno di sciare con più frequenza e qualche viaggio in più. Proprio questa sera chiuderemo gli uffici al pubblico e ai nostri affezionati clienti e resterà solo il lavoro degli inventari. Archiviare una storia di vita ti dà sempre un po’ di magone, ma – conclude Giordano Perego – credo che questo sia proprio il momento giusto per farlo».

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