«Olive, raccolto magro  Ma è un anno di scarico»
In Valle alle macine quest’anno 300 quintali di olive nostrane

«Olive, raccolto magro

Ma è un anno di scarico»

Olive, raccolto 2017, in Lombardia e anche in Valtellina va ai consuntivi un anno di calo. La nuova coltura, in via di espansione anche nella provincia di Sondrio non supera indenne i mesi siccitosi e il gelo.

Lo rende noto Coldiretti, associazione di rappresentanza del mondo agricolo: «In questo anno, dalle Alpi al Po – è stato annunciato dai referenti lombardi dell’ente – la campagna di raccolta ormai alle battute finali vede gli uliveti della regione perdere quasi il 50%. La causa della diminuzione sono le anomalie climatiche, abbassamenti di temperatura improvvisi e ondate di calore che hanno fatto seccare molti pistilli con i piccoli frutti ancora in formazione».

Condizioni meteo difficili, difficoltà ambientali, ma in realtà in Valle il segno meno si annuncia meno marcato che altrove. «Possiamo dire di sì – hanno affermato sulla raccolta di olive valtellinesi i responsabili per il settore della Fondazione e centro studi Fojanini – nei nostri conti alle stime che si stanno stilando manca circa un 30% di prodotto».

A livello regionale la filiera produttiva coinvolge quasi duemila ettari coltivati a uliveto, 1.900 aziende e 6mila addetti fra stagionali, fissi, titolari e collaboratori, con una trentina di frantoi. Distribuiti fra le province di Brescia, Bergamo, Como, Lecco, Varese, Sondrio e Mantova.

In Valtellina quest’anno andrà alle macine un quantitativo di olive nostrane stimabile intorno ai 300 quintali. «Il calo c’è ma non bisogna “fasciarci” la testa – sottolinea dalla fondazione sondriese il tecnico agronomo Ivano Fojanini – la coltivazione dell’ulivo procede con cicli di resa alterni. Ci sono anni di produzione abbondante, altri in cui è inferiore, si chiamano annate di “scarico”, e questo è un anno di scarico, il raccolto è magro. Un calo – precisa però – che non è abbinato ad una diminuzione complessiva del prodotto, dato che in Valtellina gli uliveti sono relativamente giovani e le piante nonostante tutto aumentano progressivamente di volume aumentando la resa. Si è raccolto meno, ma la nostra produzione c’è stata. In un 2016 in cui hanno sofferto tutte le zone del Nord Italia hanno sofferto – è stato anche chiarito – noi abbiamo patito meno, è una ulteriore conferma di come la fascia retica valtellinese si dimostri vocata oltre che per i vitigni anche per gli ulivi». Per questa nuova tendenza che interessa l’agricoltura provinciale Fondazione Fojanini investe anche in informazione. «In novembre a partire da venerdì 17 e a cadenza settimanale nella nostra sede sondriese si svolgeranno serate divulgative dedicate alle olive e all’olio».

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