La lettera della Bps: «Famiglie e comunità  sempre al centro»
Il consigliere delegato Mario Alberto Pedranzini e il presidente Francesco Venosta

La lettera della Bps: «Famiglie e comunità

sempre al centro»

Ai soci e agli amici: «Dati di bilancio soddisfacenti». «Sulla trasformazione in Spa aspettiamo chiarimenti volendo essere rispettosi, come sempre, della Legge».

Una riflessione sui dodici mesi appena trascorsi e uno sguardo sul futuro, con l’augurio di «un felice, prospero anno nuovo». È in uscita la consueta lettera di fine anno che la Banca Popolare di Sondrio invia ai propri soci - attualmente oltre 182mila - e agli “amici”. A firmarla il consigliere delegato e direttore generale Mario Alberto Pedranzini e il presidente Francesco Venosta.

Una lunga missiva, nella quale si sottolineano innanzitutto i numerosi problemi mondiali che rendono instabile lo scenario internazionale, oltre al fatto che «in Europa l’economia del 2016 è migliorata rispetto all’anno precedente, ma con per­centuali ritenute inadeguate e differenziate da Stato a Stato. Quanto all’Italia, il Pil è cresciuto attorno all’1%, meno della media degli al­tri Paesi Ue, anche perché si è dovuto, come sempre, fare i conti con un debito so­vrano mastodontico. La disoccupazione è un po’ diminuita, rimanendo però ancora alta (11,5-11,7%); in particolare quella giovanile è rimasta molto elevata».

«L’edilizia - sottolineano Pedranzini e Venosta - ha evidenziato sintomi di risveglio, sia pure in ma­niera disomogenea e insufficiente. È un settore importante dell’economia, del quale beneficiano notevolmente l’indotto e l’occupazione. L’industria, soprattutto al nord, ha dato buoni segnali di ripresa, in attesa di un consolidamento e di ulteriori svi­luppi».

«Il cliente sempre al centro»

Quanto al ruolo della Bps, si sottolinea come «ha proseguito nel tradizionale modo di la­vorare, ponendo al centro il cliente e le sue esigenze, e sostenendo l’economia reale, in primis quella dei territori presidiati. Nell’ambito di “Milano Finanza Global Awards”, siamo rimasti aggiudicatari del pre­mio “Guido Carli/Lombard”, riferito al 2016, come “miglior banca per la promo­zione dello spirito mutualistico”. EMF-Group, nel contesto di “Future Bancassurance Awards”, ha assegnato al vertice esecutivo aziendale il relativo importante riconosci­mento 2016 “per lo sviluppo dato negli anni al business della Bancassurance, sia nel Ramo Vita e sia nel Ramo Danni” e ha premiato questa istituzione, in relazione alla sua attività nel settore assicurativo, “per la capacità di vendita dei prodotti assicurativi danni non standardizzati”. I due premi evidenziano e sottolineano l’impegno e la pro­fessionalità della dirigenza e in generale della banca anche nel campo assi­curativo».

«La Popolare di Sondrio - proseguono - è fra le 15 istituzioni creditizie del nostro Paese, nell’ambito delle 129 banche europee vigilate dalla Banca Centrale Europea. È un onore che comporta anche oneri, come, per esempio, quelli di rispettare se­veri parame­tri. In proposito, i nostri già buoni coefficienti patrimoniali, nonché gli indicatori espres­sivi della situazione di liquidità, si sono ulteriormente rafforzati, collocandosi su valori di tutto riguardo, ben al di sopra delle soglie di sorveglianza stabilite dalla Banca Cen­trale Europea».

«Nonostante ci si sia trovati a lavorare in un contesto difficile - si sottolinea nella lettera -, in­certo, possiamo anticipare dati di bilancio soddisfacenti, con la previsione di un adeguato utile d’eser­ci­zio».

E ancora «relativamente all’attività creditizia, non abbiamo fatto mancare le risorse necessa­rie a famiglie e imprese meritevoli di fiducia, in presenza, beninteso, di capacità reddituali adeguate e di prospettive convincenti».

Si sottolinea inoltre come «La solidità della Banca Popolare di Sondrio ha consentito l’apertura di 5 nuove unità portando a 337 il numero complessivo delle fi­liali a fine 2016. Altri sportelli, come da programma, saranno avviati nel corso del cor­rente anno. Agli stessi vanno ag­giunti lo sportello virtuale della sede di Sondrio, nume­rosi sportelli di tesoreria, 18 di­pendenze della controllata Banca Popolare di Son­drio (Suisse) SA, presenti in 6 Can­toni della Confederazione Svizzera più lo sportello virtuale Direct Banking di Lugano e la succursale estera della Suisse stessa nel Prin­cipato di Monaco. Un Gruppo di ri­lievo che opera avvalendosi di 3.159 di­pendenti, di cui 129 assunti nel 2016. Il canale virtuale è stato oggetto di continue migliorie».

Non poteva poi mancare un riferimento alla questione trasformazione della forma giuridica dell’istituto. «Il 17 dicembre 2016 è stata convocata a Bormio un’Assemblea ordinaria e straordina­ria della banca. Oltre 3.000 soci hanno presenziato ai lavori, deliberando solo per la parte ordinaria, in quanto il Tribunale di Milano ha inibito lo svolgimento della parte straordinaria, avente all’ordine del giorno la trasformazione della forma giuridica di questo istituto da società cooperativa per azioni a società per azioni, imposta dalla Legge n. 33 del 24 marzo 2015 entro il 27 dicembre 2016. Siamo in attesa di chiarimenti, dovendo e volendo essere rispettosi, come sempre, della Legge e delle normative di vi­gilanza».

La missiva si sofferma poi sugli aspetto culturali ricordando le numerose pubblicazioni e l’incontro organizzato nella 92^ Giornata Mondiale del Risparmio con il professore emerito della Bocconi Roberto Ruozi.

«Anche se è tempo di austerità - sottolineano inoltre Pedranzini e Venosta -, la banca non ha chiuso la borsa ed è andata incon­tro a talune situazioni di particolare bisogno e di grave disagio umano con opportune elargizioni».

«Occorre vigilare - conclude la lettera - migliorare, stare fra la gente e ascoltare a orecchie tese per poi piani­ficare e agire con cognizione di causa. È il nostro programma opera­tivo, in sinto­nia con la volontà dei fondatori di questa Popolare, che, come si legge nell’atto costitu­tivo datato 4 marzo 1871, era quella di “...diffondere il credito a vantag­gio dell’agricol­tura, dell’industria, e dei commerci, non che di estenderne il go­dimento alle classi lavo­ratrici”, e noi aggiungiamo “alle famiglie e alla comunità in ge­nere”».

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