Gelate di primavera: «I danni sono gravi, colpiti vite e kiwi»
Seri danni quelli provocate dalle gelate delle ultime notti alle viti della nostra provincia

Gelate di primavera: «I danni sono gravi, colpiti vite e kiwi»

Dalla Fondazione Fojanini il bilancio dopo alcune notti con temperature scese sotto zero. «In certe zone la produzione è del tutto compromessa».

Ultime gelate di primavera dopo il caldo prolungato delle scorse settimane e le colture che “stavano partendo” dopo il riposo vegetativo invernale pagano dazio. I rilevamenti dei danni che arrivano dai vitigni della Media e Bassa Valle sono ingenti e ieri era trascorsa solo la prima delle due, tre notti annunciate con temperature notturne e mattutine sotto lo zero.

È “l’afflusso di aria artica”, «l’ondata di freddo tardivo» destinata a determinare le temperature e il clima fino a domani. Il freddo, chiariscono i meteorologi «si smorzerà solo nel corso del weekend, quando i valori massimi si riporteranno intorno ai 20 gradi a iniziare dalla regioni settentrionali. A seguire prevarranno comunque correnti nord-occidentali», quindi per un po’ di giorni non tornerà il caldo della prima parte di aprile.

Oggi intanto sarà ancora gelo, soprattutto di notte. Ieri ad esempio prima dell’alba ad Ardenno e zona Selvetta in Bassa Valle si sono toccati i -6 gradi, erano -2° alle 7 di mattina, tanto che i bollettini che provengono dal mondo agricolo portano notizie gravi.

Danni per la vite, per il kiwi, mentre al momento altre coltivazioni sembrano essere sfuggite al freddo. «Contiamo gravi danni da gelo – ha comunicato ieri Graziano Murada, direttore della Fondazione Fojanini, il centro studi e di sostegno agli agricoltori –. Come purtroppo previsto, la prima delle tre notti con temperature tornate rigide ha lasciato sul tappeto i primi danni. L’ondata di aria artica ha causato una “gelata per convezione”, ovvero dovuta allo spostamento di masse di aria fredda che affluiscono dalle regioni settentrionali e colpiscono i fondovalle».

Quello di ieri della Fojanini è un resoconto drammatico. «Per quanto riguarda la vite – hanno precisato i tecnici –, in più località rileviamo alessamenti completi, quindi deterioramento dei tralci con perdita della produzione annuale. Condizioni che si riscontrano soprattutto nei fondali e nei primi terrazzi dei piedi di versante. Per la vite i comuni di Albosaggia, Piateda, la parte bassa di Berbenno, Buglio in Monte, Ardenno, Chiuro sono le aree dove i danni sono maggiori. Sfortunatamente in questi casi la produzione 2017 è completamente compromessa».

«Danni più sporadici – ha anche chiarito Murada – si riscontrano nei piedi di versante, sui primi terrazzi in basso di altri comuni, accompagnati da quelli causati dal forte vento che ha portato alla rottura di numerosi tralci. Vengono segnalati problemi anche sulla actinidia». «La speranza – viene aggiunto – è che il calore assorbito dalle rocce e dai muri a secco durante il giorno e rilasciato durante la notte per irraggiamento riesca a “tamponare” l’abbassamento delle temperature, mettendo al riparo i germogli».

Le prospettive per le prossime ore restano negative. «Al momento – è stato spiegato – non è necessario intervenire con nessun tipo di operazioni, perché le previsioni prevedono altre due notti con temperature che possono scendere sotto lo zero. E perché solo a “bocce ferme” si potranno valutare suggerimenti utili a garantire la produzione per il prossimo anno. In Francia dove il fenomeno delle gelate primaverili è più frequente – chiariscono ancora gli agronomi – sono attrezzati con stufe, sistemi di ventilazione di aria calda o più semplicemente con fuochi. Sistemi improponibili nella nostra realtà».

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