Chiavenna, ecco il Wine Festival  «Grande avventura»
Da sinistra: Andrea Gandossini, Mamete Prevostini e Giacomo Mojoli

Chiavenna, ecco il Wine Festival

«Grande avventura»

Nel weekend del 23 e 24: presentato ieri il programma della rassegna che si terrà nei principali palazzi. «Sarà l’immagine di un territorio che cresce insieme».

Vino come piacere della vita, come cultura di tradizioni millenarie. E il vino valtellinese è il miglior ambasciatore nel mondo del proprio territorio. Arte, cultura, musica e vini d’eccellenza per decantare le bellezze della Valle tra gli storici palazzi di Chiavenna. Il senso della natura, della bellezza, del gusto, come luoghi d’incontro, di scambio e di convivialità. Con uno sguardo alla vicina Svizzera, nel tentativo di coinvolgere la Bregaglia (e non solo) lungo questo percorso di superbe eccellenze.

Questo e molto di più nel “Chiavenna Valtellina Wine Festival” del weekend del 23 e 24 settembre, organizzato dal Consorzio di tutela vini di Valtellina con il Comune di Chiavenna. «Un progetto volutamente mirato per un pubblico motivato e qualificato, un evento strategico come prototipo di un format innovativo a forte impatto ospitale in un confronto alla pari che dà il meglio di sé. È l’identità del sistema Valtellina che lancia la sua sfida con l’apertura e l’accoglienza, lo scambio alla pari con altre realtà del mondo vinicolo delle più prestigiose cantine italiane, dalla Sicilia al Veneto, dal Piemonte alla Toscana, dall’Umbria al Trentino, dal Friuli alla Puglia e ha come ospite d’onore la Franciacorta», ha spiegato Giacomo Mojoli, consulente strategico e curatore dell’evento chiavennasco che punta sulla fidelizzazione e relazione con un pubblico qualificato.

Un progetto, il “Chiavenna Valtellina Wine Festival”, pensato per luoghi unici e perfetti per un equilibrio numerico limitato, che non significa affatto chiusura, ma si propone come messaggio chiave di apertura in una Chiavenna tutta da vivere con la sua storia, la cultura, l’arte, i suoi straordinari palazzi nobiliari, il complesso alberghiero, le sue enoteche di pregio.

«È con emozione che ci apprestiamo a vivere questa magnifica avventura chiavennasca, che è immagine di un intero territorio che cresce insieme, perché le grandi sfide possono essere affrontate e vinte solo lavorando insieme, con il vino come ambasciatore e protagonista assoluto proiettato in alcuni scenari fantastici come i nostri palazzi storici in un evento di altissimo spessore», ha dichiarato Luca Della Bitta nella duplice veste di primo cittadino di Chiavenna e presidente della Provincia.

Ad Andrea Gandossini, direttore del Consorzio di tutela vini, il compito di entrare nel dettaglio dell’evento che inizierà sabato 23 a palazzo Vertemate Franchi di Piuro alle 16 con uno straordinario incontro di due storiche esperienze enologiche a confronto sul contesto comune dell’appassimento delle uve come l’Amarone e lo Sforzato e con degustazioni e storie magnifiche del vino di ieri, di oggi e di domani. Alle 18,30 l’azione si sposterà a palazzo Salis di Chiavenna per il concerto di benvenuto “Mille violini suonati dal vento”, per chiudere col momento solenne del brindisi dell’accoglienza abbinato al classico violino di capra e la brisaola della Valchiavenna, con ospite d’eccezione il Franciacorta.

Domenica 24 il convento dei Cappuccini si vestirà da gran sala del gusto con 30 cantine valtellinesi e cento vini in degustazione.

Passaggio poi a palazzo Pretorio che ospita 15 prestigiose case vinicole di tutta l’Italia, mentre palazzo Pestalozzi ospiterà due saloni della degustazione per uno speciale “Winelab” che vuole essere un nuovo modo di vivere il vino in un contesto culturale e artistico di alto rango. «Una piena collaborazione con tutto il territorio con un Consorzio proiettato verso nuove forme di promozione come quella di Chiavenna, che cade in momento particolare e si pone come ponte culturale ed economico anche col vicino mondo svizzero», ha ribadito Mamete Prevostini, presidente del Consorzio.

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