«Buoni lavoro e licenziamenti. Una vergogna»
Susanna Camusso inaugura la nuova sede (Foto by Luca Gianatti)

«Buoni lavoro e licenziamenti. Una vergogna»

Camusso nella nuova sede della Cgil di Sondrio. «Serve un piano specifico per l’occupazione giovanile».

«I voucher sono una vergogna di questo Paese e vanno aboliti, gli appalti devono determinare condizioni di lavoro positive e non possono decretare lo sfruttamento degli uni sugli altri. Inoltre licenziare ingiustamente ed essere legittimati a farlo è una profonda ingiustizia per i lavoratori».

Festa e taglio del nastro, ma anche una promessa: continuare a impegnarsi per i lavoratori, i pensionati e coloro che sono in cerca di un’occupazione, cominciando dai referendum per i quali si è in attesa del parere della Corte costituzionale. Susanna Camusso è tornata in Valtellina da segretario generale della Cgil, una decina d’anni dopo la precedente trasferta legata all’impegno nella segreteria regionale, per l’inaugurazione della nuova Camera del lavoro di Sondrio.

Dopo mesi di dibattiti dedicati al referendum sulla riforma costituzionale bocciata il 4 dicembre, da qualche giorno si è tornati a parlare di lavoro. E il merito di questo cambio nelle notizie e negli argomenti più discussi è anche della Cgil, che ha promosso i referendum su voucher, appalti e licenziamenti.

«Improvvisamente molti si sono accorti che l’anno scorso abbiamo fatto una grande raccolta di firme per i quesiti referendari - ha spiegato dal palco di via Torelli -. L’abbiamo fatto perché il problema di questo Paese resta il lavoro, soprattutto per le nuove generazioni. La proposta della Cgil è un piano specifico per l’occupazione giovanile. Quello che è mancato per affrontare la crisi è stata un’idea di sviluppo e in particolare di futuro per i giovani. Invece si sono investite molte risorse in incentivi che non hanno determinato cambiamenti. Siamo un Paese che potrebbe concretamente attuare piani di occupazione e di redistribuzione delle risorse al fine di avere opportunità per dare lavoro ai giovani. Vediamo tanti ragazzi con la valigia, spesso si assiste con favore alla decisione di andare all’estero a lavorare. Ma vorremmo che quei nostri figli con la valigia abbiano, in realtà, la facoltà di scegliere se lasciare il nostro Paese o no».

È arrivata una bocciatura totale per i buoni lavoro e la Cgil non è d’accordo con coloro - a cominciare da Confindustria - che ritengono la cancellazione del Jobs act un passo indietro.

«Basta chiedersi cosa vuol dire fare passi indietro, perché i voucher sono un vero e proprio passo indietro. Per evitarli bisogna intervenire e togliere di mezzo quegli strumenti che sottraggono prospettiva e dignità e diventano elementi di competizione sleale». C’è stato anche un chiaro riferimento alla Valtellina. «Pensiamo a settori come il turismo che anche in questa zona è centrale. Si è passati dal lavoro strutturato e contrattualizzato, magari anche a termine, a formule come i voucher, che a volte coprono il lavoro nero. Anche dal punto di vista delle aziende sarebbe bene che si rendessero conto che stiamo parlando di competizione sleale. Così come il sistema degli appalti con il massimo ribasso, che in realtà determina una difficoltà per le imprese che voglio crescere e per i lavoratori vuole dire incertezza e ricattabilità. Il lavoro sommerso cresce perché gli si è dato la possibilità di farlo. Nella nostra Carta dei diritti limitiamo il lavoro occasionale. Se un’occupazione non lo è, si devono utilizzare altri strumenti. Basta con l’idea che sia sufficiente frantumare il lavoro per pagarlo sempre di meno».

Al taglio del nastro, oltre ad alcune centinaia di iscritti e delegati, erano presenti il prefetto Mario Giuseppe Scalia, il questore Gerardo Acquaviva, il presidente della Provincia Luca della Bitta, Alcide Molteni sindaco di Sondrio, il senatore Mauro Del Barba, il consigliere regionale Ugo Parolo, i rappresentanti delle forze dell’ordine, della polizia urbana e dei vigili del fuoco. Senza dimenticare i rappresentanti delle forze politiche, delle associazioni imprenditoriali, delle associazioni di volontariato e dei segretari di Cisl e Uil, Mirko Dolzadelli e Vittorio Giumelli. Giocondo Cerri, segretario provinciale della Cgil, si è soffermato sull’importanza del sindacato in Valtellina e Valchiavenna. «Nelle Camere del lavoro della provincia di Sondrio entrano centinaia di persone ogni giorno, circa 40.000 cittadini ogni anno si rivolgono al sistema Cgil. Se ai nostri numeri aggiungiamo quelli delle altre organizzazioni, in una provincia di 180.000 abitanti, escludendo i bambini, tre quarti dei cittadini si rivolgono alle organizzazioni sindacali. Questi numeri dovrebbero fare riflettere chiunque consideri il sindacato uno strumento del passato. Oggi c’è bisogno di sindacato come ieri, più di ieri, perché aumentano le povertà, l’emarginazione, la disoccupazione, la precarizzazione, il bisogno di contrattazione, di un sindacato in grado di aggregare, rappresentare e di difendere e offrire nuovi diritti. Per questo la Cgil nel suo insieme è in campo con la carta dei diritti e i tre referendum su articolo 18, voucher, appalti».

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