«Adesso lavorare col Regno Unito  sarà più difficile»
La bandiera del Regno Unito sventola davanti ai vigneti della Valtellina (Foto by foto Gianatti)

«Adesso lavorare col Regno Unito

sarà più difficile»

Le reazioni: preoccupazioni in Valle per la Brexit. Si temono anche gli effetti del crollo della sterlina.

«Tutto si complica: per lavorare con il Regno Unito ci saranno modalità differenti e costi maggiori. Ma continueremo a esportare in quel Paese».

Emanuele Bertolini, presidente della Camera di commercio di Sondrio, non ha dubbi: la Brexit sarà fonte di problemi. «Sappiamo che esportare in tutta l’Unione europea è come giocare in casa – premette -. Lavorare con un cliente milanese e uno di Copenaghen non presenta sostanziali differenze, invece avere a che fare con un Paese che non aderisce all’Ue come la Svizzera comporta qualche difficoltà in più. Tutto lascia pensare che in futuro le stesse criticità si riscontreranno per operare sul mercato britannico. La Gran Bretagna non sarà più quel mercato locale al quale ci eravamo abituati, sia in termini di prezzi, sia di costi».

Secondo i dati diffusi nelle scorse settimane dall’Ufficio Studi dell’ente di via Piazzi, il 9% delle esportazioni in Europa (continente verso cui va l’80% dei beni prodotti in Valtellina e Valchiavenna) è stato diretto, nel 2015, verso il Regno Unito. Si tratta del quarto Paese del Vecchio Continente dopo Germania e Svizzera (entrambe al 22%) e Francia 21% del totale). Considerato che il valore totale dell’export continentale ammonta a 517.295.152 euro, al di là della Manica sono finiti circa cinquanta milioni di prodotti.

«Considerate queste cifre e le caratteristiche del nostro tessuto produttivo, possiamo ipotizzare che alcune società abbiano dei rapporti significativi con la Gran Bretagna. Chiaramente la Brexit non significa la fine dei rapporti commerciali fra Valtellina e clienti inglesi, sono certo che non ci sarà alcuna perdita di attività, ma si prevedono cambiamenti. Potrebbero esserci riduzioni dei margini o aumenti di prezzi».

Preoccupa anche il crollo della sterlina, ad esempio sul fronte del turismo, visto che per gli inglesi i soggiorni in Italia saranno molto più costosi. «Se nel manifatturiero i meccanismi che regolano le relazioni fra aziende sono consolidati, sappiamo che con la valuta debole le conseguenze sugli arrivi di turisti sono praticamente immediate». Per quanto riguarda uno dei prodotti Igp della Provincia di Sondrio, l’export di Bresaola della Valtellina Igp rappresenta oggi il 6,5% del totale, una percentuale quindi ancora contenuta ma che sicuramente tenderà a crescere. Il Regno Unito secondo il Consorzio è uno dei primi tre Paesi per l’esportazione. Il presidente di Assica Nicola Levoni ha dichiarato che «per il settore dei salumi l’Ue rappresenta l’82% delle nostre esportazioni: detto questo si può ben capire quale sia la nostra preoccupazione ogni qual volta un elemento di instabilità si insinui in un mercato così grande e strategico per noi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA