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SONDRIO - Centoventi giovani precari avranno un posto fisso nel Gruppo Creval, mentre per 150 dipendenti si passerà alla pensione senza situazioni di criticità. E intanto i vertici aziendali si tagliano lo stipendio. È stato sottoscritto ieri da sette sigle sindacali insieme alla dirigenza l'accordo sul piano industriale dell'istituto bancario sondriese.
Fino a ieri mattina c'era il rischio di dovere fare i conti con 150 esuberi. Il Gruppo Creval ha quasi completato un importante piano di ristrutturazione sintetizzabile con due cifre: si sono portate avanti sette fusioni in otto mesi. Sulla base di queste novità, è emerso un esubero teorico di oltre 150 unità in tutto il gruppo, dal Nord al Sud Italia. È iniziato un confronto con le organizzazioni sindacali che si è concluso ieri con l'accordo siglato a Sondrio. Alla riunione conclusiva erano presenti anche alcuni segretari nazionali aggiunti, a dimostrazione dell'importanza conferita dai sindacati all'intesa.
I punti salienti sono tre. I dipendenti in una situazione di esubero verranno accompagnati alla pensione con strumenti che le parti definiscono «non traumatici». Le persone che hanno già maturato i requisiti pensionistici o li avranno nei prossimi due anni lasceranno l'azienda con degli incentivi: 84 persone potranno contare sul diritto alla pensione entro il 2012 e per loro ci sarà anche un incentivo. Nei prossimi due anni 30 colleghi utilizzeranno il fondo per l'accompagnamento alla pensione della categoria dei bancari. Nell'arco di un biennio anche per loro ci sarà la pensione.
A fronte di quest'intesa, l'azienda si impegna a stabilizzare almeno il 70% dei contratti atipici che ha nel gruppo - circa 125 persone su 180 - entro il 2014. «C'è uno scambio generazionale tra coloro che hanno maturato la pensione o si apprestano a farlo e la stabilizzazione di giovani che sono già inseriti in azienda con contratti a tempo determinato e di inserimento - sottolinea Fiorella Morelli, segretario nazionale dei bancari della Cisl -. Siamo di fronte a un esercizio virtuoso».
Inoltre l'azienda ha dichiarato che a fronte dei sacrifici dei lavoratori, anche il top management del Gruppo ridurrà il proprio stipendio attraverso una delibera del consiglio di amministrazione. «Si risponde a un principio di equità. Questa banca si sta ristrutturando, come dimostra anche l'accordo sulla firma di fusione fra Creval e Credito artigiano. Si arriva a un istituto corposo che può muoversi sia a livello nazionale, sia nell'economia locale al fianco delle Pmi e delle famiglie, per finanziare gli investimenti che possano portare al superamento della crisi. Senza sinergie non ci sarebbe la forza per affrontare questa fase. La firma è stata ottenuta a Sondrio, a dimostrazione del fatto che la testa di questo gruppo, presente in tutto il Paese, è ancora in Valtellina».
In tutti i settori, il sindacato insiste sulla formazione del personale. A margine dell'accordo c'è stata anche l'intesa relativa alla fusione fra Creval e Artigiano per il mantenimento dei livelli. «Mi fa piacere osservare che una trattativa di un gruppo così importante sia rimasta in Valtellina e che a fronte dei sacrifici richiesti ai lavoratori anche i dirigenti si sono ridotti lo stipendio», conclude il segretario generale della Cisl di Sondrio, Daniele Tavasci.
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