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Piovevano domande, il Comune mette sul tavolo le risposte: in una conferenza con tecnici ed esperti il 10 febbraio si parlerà della liberalizzazione degli orari dei negozi, ascoltando anche le voci di associazioni di categoria e sindacati. Per discutere delle preoccupazioni ma anche per provare a guardare avanti, «perché nei tempi di crisi è ancora più importante la capacità di fare sistema».
Parola dell'assessore comunale al Commercio, Francesco Ferrara, che ha presentato ieri un'iniziativa di informazione e confronto organizzata da palazzo Pretorio con la partecipazione di Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, delle associazioni dei consumatori e di Cgil, Cisl e Uil. Tema, la liberalizzazione degli orari dei negozi, che ha suscitato in tutta Italia - come altri provvedimenti del governo Monti - tante discussioni e parecchie perplessità.
«Sul territorio di Sondrio - ha ricordato Ferrara - sono attivi 2.200 operatori, che si sono trovati di fronte un provvedimento arrivato direttamente da Roma, sul quale Regioni e Comuni sono stati di fatto esautorati. I nostri uffici sono stati letteralmente tempestati di domande sui provvedimenti, dalle aperture domenicali all'organizzazione degli orari, dalla possibilità di offrire il pane fresco di domenica alle regole sulla vendita dei giornali, e anche la Regione in sostanza ne sapeva quanto noi. Per dare risposte chiare, quindi, si è deciso di proporre una conferenza dettagliata sul tema». Il Comune nei giorni scorsi ha incontrato rappresentanti della categoria e sindacati, ha spiegato Ferrara, «che hanno sollevato le loro preoccupazioni rispetto agli effetti del provvedimento», e proprio da questo confronto è nata l'idea di un momento pubblico per discutere il contenuto dei provvedimenti e per dar voce alle idee degli addetti ai lavori.
«I piccoli operatori stanno vivendo queste novità con grande preoccupazione - ha sottolineato Ferrara -, perché sembrano provvedimenti che favoriranno solo la grande distribuzione organizzata, e sul nostro territorio i piccoli sono la grandissima maggioranza delle imprese, direi in una proporzione di mille a uno. Durante l'incontro in Comune si è parlato molto di queste preoccupazioni e se ne discuterà anche alla conferenza: gli operatori ad esempio temono l'aumento dei costi legati ad un ampliamento degli orari, che rende difficile poi tenere competitivi i prezzi, mentre sul fronte degli esercizi pubblici ci sarà da riflettere sulla coesistenza con il vicinato, vista la possibilità di tenere aperto a piacimento. E poi c'è la questione dei disagi del lavoro festivo per chi ha una famiglia».
Temi che Ferrara ha intenzione di prendere in esame durante la sua relazione all'incontro del 10 febbraio, ma senza fermarsi qui. «Il settore sta vivendo un periodo difficile, perché la crisi economica si fa sentire - ha rimarcato l'assessore -. E nei momenti di crisi è importante mettere in campo la capacità di fare sistema, di "stringere i ranghi", di elaborare idee e progetti per far fronte alle difficoltà».
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