Rimani aggiornato! Puoi essere avvisato quando viene inserita una notiza di tuo interesse:
Tira aria di verifiche fiscali anche in Valle, ma con alcuni distinguo in attesa che prende pieno vigore il cosiddetto «redditometro potenziato» la nuova mega banca dati dei movimenti bancari e lo spesometro che traccia chi spende più di 3.600 euro per volta. Bene i controlli fiscali e la caccia a chi non emette gli scontrini fiscali. Bene anche l'invio di ispettori delle Agenzie delle Entrate, il braccio operativo dello Stato nella lotta all'evasione, per passare intere giornate nei bar, ristoranti, esercizi commerciali in genere della provincia, all'interno di imprese ed esercizi commerciali. Ma la vera battaglia all'evasione fiscale in provincia di Sondrio si fa cercando di stanare i grandi evasori. Ci sono alcuni contribuenti, titolari di grandi redditi e patrimoni completamente sconosciuti al fisco o quasi, e nascondono guadagni per centinaia di milioni di euro. I segnali si sono visti in questi ultimi anni. Ecco perché il comando provinciale della Guardia di Finanza ha tutta l'intenzione di insistere in quella direzione, rispondendo così alla richiesta di giro di vite del governo sul fronte della lotta all'evasione.
«L'anno scorso abbiamo ottenuto importanti risultati e contiamo di fare altrettanto anche nel 2012 - assicura il colonnello Salvatore Paladini, comandante provinciale delle Fiamme gialle -. L'esperienza in questo settore dimostra che in una provincia come quella di Sondrio il volume maggiore delle frodi al fisco è rappresentato proprio dai grandi evasori, quelli per esempio che agiscono attraverso il sistema delle società "cartiere"». Le cosiddette società cartiere sono società fittizie create al solo scopo di emettere fatture fasulle o per prestazioni inesistenti al solo scopo di gonfiare artatamente le spese di altre società, che possono quindi dichiarare un imponibile ben più basso del dato reale.
Basta poi rifarsi ai dati resi noti nel luglio del 2011 per rendersi conto delle cifre che ci sono in gioco. In quell'occasione - era la festa annuale del corpo - si era indicato una base imponibile nascosta al fisco di oltre 300 milioni di euro. Ed era soltanto l'antipasto, visto che altri 500 milioni non potevano far parte del computo formale soltanto perché alcune grosse indagini non erano ancora state ultimate. Non solo, ma erano saltati fuori anche 12 evasori totali e 28 lavoratori completamente in nero.
Dal comando provinciale non si sbilanciano, ma tutto lascia pensare che i risultati dell'anno scorso possano essere come minimo eguagliati, se non superati, nel 2012. Questo tenendo conto delle operazioni già concluse e di alcune indagini attualmente in corso. «Bisogna tenere conto del fatto che la parte relativa all'accertamento fiscale vero e proprio arriva dopo la chiusura dell'indagine penale - ancora il numero uno della Gdf di Valtellina e Valchiavenna -. Ed è allora che si può quantificare la somma da restituire all'erario. Tutto questo non significa, comunque, che non proseguiremo anche con i normali controlli sugli scontrini fiscali, che hanno soprattutto un'importante funzione di deterrente in una provincia come la nostra che, sotto questo aspetto, si presenta ben più virtuosa di altre in Italia».
Anche il mancato rispetto delle norme in materia di lavoro è un modo, tra l'altro, per frodare il fisco. E anche su questo fronte la Guardia di Finanza è molto attiva con i controlli. Le sorprese non mancheranno. Pochi per esempio penserebbero che la piaga del lavoro nero possa aprirsi anche nella ricca Livigno. Proprio nel Piccolo Tibet però è venuto alla luce il caso di un importante imprenditore alle cui dipendenze sarebbe stato accertato che si trovassero oltre 10 lavoratori, alcuni dei quali stranieri, tutti in nero e al di fuori di qualsiasi vero e proprio contratto di lavoro.
© riproduzione riservata
Invia il tuo commento