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Novanta imprenditori in trincea
 pronti a resistere alla crisi

Delebio - La crisi è fortissima, le cause e le prospettive non sono chiare fino in fondo. Ma alcuni problemi sono noti e vanno affrontati in maniera rapida ed efficace. È la filosofia che anima i novanta imprenditori valtellinesi del comitato spontaneo "Imprese che resistono". Sono attivi dal 2011. Hanno sottoscritto un documento unitario di protesta, nel quale - già nello scorso maggio - elencavano una serie di criticità e problematiche sulle quali ritenevano necessario intervenire con misure urgenti e straordinarie a difesa del lavoro e dell'occupazione dell'intera provincia. Ora chiedono al presidente di Confartigianato Sondrio, Fabio Bresesti, di «collaborare per salvare il nostro lavoro». Al centro dell'attenzione ci sono alcune emergenze ben precise, a cominciare dalla certezza del credito. Le illustrano Patrizia Zanotta, titolare di Welding Delebio, Gianfranco Conti Manzini di Ecm Delebio, l'imprenditore edile di Gravedona Lorenzo Noghera ed Enzo Mottarella della Sacif impianti di Ardenno. «Crescono i ritardi nei pagamenti, anche in assenza di contestazioni, e il problema si avverte anche con gli enti pubblici. Ci chiediamo quindi perché non si crei un fondo di garanzia». Un'altro problema evidente è rappresentata dai rapporti con le banche: secondo le Pmi servono accordi più vantaggiosi per migliorare i rating delle aziende, giudizi che spesso determinano il futuro delle ditte, ma non sempre sono fondati. Fra le questioni da affrontare c'è quella degli autonomi che nell'ambito dell'edilizia svolgono professioni e lavori, visto che in molti casi sono ritenuti «una fonte di concorrenza sleale, senza che nessuno intervenga e di pratiche concordate irregolari sui cantieri». In provincia di Sondrio c'è una grana in più per gli autotrasportatori. «Ci sono i controlli per la sosta obbligata, ma questa pratica è spesso impossibile perché in provincia mancano aree adibite a questo scopo». Nell'ambito della sicurezza sul lavoro, gli imprenditori affermano che ai premi di assicurazione pagati ad Inail non corrispondono le dovute liquidazioni, considerate le conseguenti azioni di rivalsa sulla ditta. L'elenco degli argomenti ai quali la rete delle "Imprese che resistono" dedica attenzione comprende anche il lavoro per gli enti pubblici che a volte non pagano, le multe, i corsi per la sicurezza e gli incentivi per la ristrutturazione. Non c'è traccia di discussioni teoriche o peggio ancora ideologiche, nei documenti della rete. «Sono tutte questioni tremendamente serie, dalle quali dipende il futuro delle nostre aziende e dei circa trecento dipendenti delle nostre imprese».

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