Rimani aggiornato! Puoi essere avvisato quando viene inserita una notiza di tuo interesse:

Camionisti in crisi:
«Serve il Mortirolo»

SONDRIO Autotrasporto in crisi, sempre più aziende sono costrette a chiudere, le insufficienze infrastrutturali del territorio pesano sull'efficienza operativa e sui costi. Ecco perché gli addetti ai lavori sarebbero ben contenti di veder realizzati, accanto alla priorità primaria che resta la nuova Statale, anche opere come il traforo del Mortirolo ed eventualmente quello della Mesolcina, vie di comunicazione alternative che potrebbero portare una boccata d'ossigeno al settore, oltre che all'economia locale.
A tirare le somme di questi ultimi mesi - con un occhio anche al futuro prossimo - è stato il direttivo provinciale della Fai, la Federazione autotrasportatori italiani che opera all'interno dell'Unione del commercio di Sondrio. E non è un bilancio roseo, quello delineato dal presidente dell'associazione Matteo Lorenzo De Campo: «Nella nostra provincia - spiega De Campo in una nota - stiamo assistendo a una graduale diminuzione delle imprese dell'autotrasporto. Gli ultimi dati disponibili ci dicono chiaramente che le cessazioni superano di gran lunga gli inizi di attività. Nel periodo da gennaio 2009 a luglio 2010 le cancellazioni sono state ben 58 a fronte di sole 16 iscrizioni, con un saldo negativo di 42 aziende in un anno e mezzo». Secondo la Fai non è il caso di usare «toni allarmistici», ma il direttivo dell'associazione non nasconde la preoccupazione, anche perché nel caso della provincia di Sondrio alle problematiche comuni a tutti gli autotrasportatori italiani si aggiungono anche dei fattori negativi locali: «La situazione è critica - prosegue De Campo - e a incidere sull'andamento delle aziende vi sono molteplici fattori, tra cui l'eccesso di burocrazia, il continuo aumento dei costi di gestione, la concorrenza sleale da parte di vettori stranieri. A ciò si aggiunge l'annoso problema tutto valtellinese della carenza di infrastrutture viarie e di servizi per gli autotrasportatori, come le piazzole per effettuare la sosta in tutta sicurezza, che penalizza fortemente le nostre aziende e rischia di mandarle fuori mercato». Capita spesso, spiegano dall'associazione di categoria, che i trasportatori arrivino a Cosio al limite delle ore di guida (nove) consentite dalla legge, ma poi non sappiano dove fermarsi per effettuare il riposo prescritto, visto che sulla 38 non esistono piazzole apposite. E poi c'è il problema annoso delle condizioni della Statale, che per gli addetti ai lavori diventa «un percorso a ostacoli» fra semafori, rotonde in sequenza - l'ultima realizzata a Castione suscita più di una perplessità -, incroci e immissioni, attraversamenti di paesi e centri più grandi come Tirano e Morbegno, senza contare i lavori in corso e in programma sulla superstrada verso Lecco che - fra Varenna e il Monte Piazzo - porteranno disagi e intoppi ancora per molto tempo. Ecco perché la categoria dice “sì” al progetto sul Mortirolo: «Considerato il nostro contesto e le sue criticità – sottolinea De Campo -, gli autotrasportatori Fai della provincia di Sondrio sono favorevoli a prendere in considerazione ipotesi complementari alla Statale 38 e alternative alla stessa in caso di necessità, quali il traforo del Mortirolo ed eventualmente quello della Mesolcina». Di questo e dei problemi della categoria si parlerà a settembre, con i lavori del Tavolo provinciale dell'autotrasporto.

© riproduzione riservata

Invia il tuo commento

I commenti dei lettori (1)

  • 1 | paolovarese - Messaggi (1) - 22-08-2010 - 09:49h

    Traforo con la Mesolcina: o adesso o mai più. http://www.infoinsubria.com/2010/08/italia-svizzera-le-alpi-come-un-groviera/

video

Video Esterni

Dal Tg5: Schettino sulla plancia della Concordia

Video Esterni

Lo schiaffo di Ibrahimovic

Ansa

Aquino, il boss che amava il calcio

Vivi Sondrio

al cinema

inserto