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TIRANO I Comuni di Tirano e Sondalo, con la conferenza dei sindaci, e la società del teleriscaldamento hanno 30 giorni di tempo per abbassare le tariffe e riportarle al valore di prima del 1° ottobre 2008 cioè prima dell'aumento del 12,53% sospeso dal Tar. In caso contrario interverrà un commissario ad acta - individuato sin da ora nella persona del direttore della Direzione Tariffe dell'Autorità per l'Energia ed il Gas - che provvederà a dare esecuzione all'ordinanza di sospensione. È arrivata nel tardo pomeriggio di ieri l'attesa decisione del Tar sulla richiesta di ottemperanza presentata a metà giugno dal Comitato di tutela dei consumatori del teleriscaldamento per ottenere «coattivamente» il ritorno alle vecchie tariffe, dopo i pronunciamenti in via cautelare del Tar e del Consiglio di Stato sugli aumenti proposti dalla società di teleriscaldamento e approvati dalla conferenza dei sindaci di Tirano e Sondalo.
Una sentenza che fa chiarezza sull'annosa vicenda delle tariffe della quale si è interessata anche la magistratura, che nei mesi scorsi ha aperto un fascicolo proprio sul teleriscaldamento, e non lascia spazio ad ulteriori interpretazioni, almeno per quanto riguarda i prezzi da applicare. Col pronunciamento di ieri, è stata accolta la richiesta del Comitato di dare seguito all'ordinanza del 13 gennaio scorso (con la quale il Tar aveva sospeso anche la seconda delibera di aumento delle tariffe adottata dai Comuni il 30 ottobre 2009) e ordina di applicare le tariffe in vigore prima dell'aumento sospeso, «previo conguaglio» - ed è questo un altro passaggio che interessa soprattutto gli utenti - delle somme eccedenti già riscosse. «L'ordinanza di cui si chiede l'esecuzione specifica la necessità che i provvedimenti di nuova determinazione tariffaria esprimano, sulla base di una specifica e documentata istruttoria, una logica connessione tra i costi accertati e la misura della tariffa applicata» dice il Tar. In questo caso, non è stata data esecuzione alla citata ordinanza cautelare, in quanto «senza procedere ad un documentato accertamento dei costi» sono state applicate «delle tariffe diverse da quelle vigenti al tempo dell'adozione dei provvedimenti sospesi». Pertanto, «al fine di assicurare l'esecuzione dell'ordinanza cautelare» il Tribunale ordina di provvedere entro 30 giorni «all'applicazione delle tariffe già vigenti al tempo dell'adozione dei provvedimenti tariffari sospesi, previo conguaglio delle somme eccedenti già riscosse» e, in caso di ulteriore inadempimento, individua già il commissario ad acta. «Con questo pronunciamento il Tar segna tre punti fondamentali: il ritorno delle tariffe ai valori precedenti il 1° ottobre 2008, l'immediata restituzione delle somme versate in eccedenza e la nomina di un commissario ad acta nel caso in cui la società si ostinasse a non dare seguito alle ordinanze» commenta la vittoria il portavoce dei Consumatori Roberto Trecarichi. «Dopo l'“operazione trasparenza”, fatta passare dalla Tcvvv, è arrivato il Tar con l'“operazione giustizia”» chiosa. Per la sentenza definitiva sugli aumenti, il Tar rimanda all'udienza conclusiva del 7 ottobre. Intanto, però, col pronunciamento di ieri il Tribunale ha dato ragione al Comitato che chiedeva un ritorno alle tariffe precedenti l'aumento e la restituzione dei soldi versati in eccedenza, fino al pronunciamento definitivo.
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