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TIRANO - Cento visitatori al primo turno, 70 al secondo fra persone della zona e di fuori provincia (addirittura dalla Sardegna), 270 a pranzo.
Numeri che parlano da soli quelli della quarta edizione della “Giornata del contrabbando”, organizzata ieri sopra Tirano e che ha visto finanzieri e contrabbandieri in prima linea – e questa volta insieme – per ricordare un modo di vivere, ma anche una necessità, di anni ormai lontani.
In passato la fame spingeva a notti all'addiaccio, inerpicati su impervi sentieri per trasportare la merce, oggi è il desiderio di non dimenticare, far conoscere (ai giovani) a prevalere.
Con un intento anche turistico, visto che la manifestazione ha dato la possibilità ai partecipanti di entrare nel ruolo di finanziere e contrabbandiere, in una sorta di rivisitazione adattata ai luoghi del più noto gioco di “guardia e ladri”.
I visitatori hanno potuto ascoltare dalla viva voce di chi quel fenomeno lo ha vissuto sulla pelle cosa esso rappresentava con ricostruzioni e simulazioni degne di un film. Si sono visti la preparazione della carovana, la costruzione delle bricolle (i sacchi del caffè), il passaggio della carovana nel bosco e i pattugliamenti della Guardia di Finanza, i segnali di allarme.
Particolarmente applaudita dai partecipanti la scena dell'attacco dei finanzieri ai contrabbandieri che, come veri attori, hanno improvvisato una fuga, in qualche caso lasciando a terra i sacchi.
La “Giornata del contrabbando” è stata ricreata sul percorso che da Viano porta alla dogana vecchia, al confine Italia/Svizzera, alla ex-caserma di Sasso del Gallo, fino a Piazzo e alla meta finale Baruffini. Una camminata di circa tre ore con una novità: quest'anno anche i partecipanti hanno potuto “fare” i contrabbandieri o finanzieri per un giorno.
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