Vasche in quota contro gli incendi  Ecco dove servono
Senza possibilità di rifornimento lo spegnimento dei roghi è difficile

Vasche in quota contro gli incendi

Ecco dove servono

Progetto in Valchiavenna, l’ente montano ha indicato le priorità

Oregioni: «Sono zone senza allacciamenti idrici. Per i fondi necessari alle opere busseremo in Regione».

I due maxi incendi del 2017, che interessarono la sponda destra della vallata, hanno lasciato il segno. E visti i cambiamenti climatici, il rischio che la triste esperienza si ripeta in futuro è considerato tale da far pensare di mettere mano al portafoglio. In modo pesante. Obiettivo dell’ente montano dotare tutte le zone scoperte da queste strutture di vasche di accumulo di acqua fisse.

«Le zone a rischio incendio boschivo della Valchiavenna sprovviste di punti di approvvigionamento idrico sono in ordine di priorità Pratella di Prata Camportaccio, Dalò e San Bernardo a San Giacomo Filippo, Voga a Gordona e Paiedo di Samolaco. Le aree sono state percorse negli anni scorsi da numerosi incendi, anche di grande entità e sono sprovviste di punti di approvvigionamento idrico sia per gli elicotteri impegnati nell’attività aerea sia per le squadre antincendio boschivo a terra».

Se per San Bernardo ci sarebbero il bacino artificiale di Truzzo e il lago di Caprara, anche questi non vengono ritenuti sufficienti. Soprattutto per la quota, oltre 2000 metri, che li rende difficilmente utilizzabili durante la stagione fredda. Negli altri punti non c’è nemmeno questa risorsa e non sono presenti laghi naturali.

«È urgente – concludono dall’ente comprensoriale – predisporre dei progetti di realizzazione di vasche che consentano un efficace e efficiente intervento delle squadre impegnate per lo spegnimento». Occorrono un sacco di soldi, però. In questi giorni il direttivo guidato da Flavio Oregioni ha dato mandato agli uffici di attivarsi per predisporre i progetti. L’obiettivo è arrivare ad ottenere 300 mila euro da Regione Lombardia nell’ambito dei bandi del Programma di Sviluppo Rurale. Vengono, infatti, previsti finanziamenti al 100 per cento fino a uno quota di 300 mila euro.

La Comunità Montana si è detta disponibile da subito a coprire le quote eccedenti relative a Iva e spese tecniche. Sullo stesso programma, anche se su un bando diverso, cerca fondi il Comune di Chiavenna, che in questi giorni ha dato il via libera allo studio di fattibilità per la messa in sicurezza del versante di Loreto, colpito da un grosso smottamento durante la scorsa estate. Si tratta di uno dei due progetti riguardanti la zona, quello che il vicesindaco Davide Trussoni ha definito di “ricucitura” di alcuni punti caratterizzati dal rischio di rotolamento di grossi massi. L’intervento prevede una spesa di 165 mila euro complessivi.

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